Quando si parla di “taiji quan” il pensiero va subito ai parchi cinesi, dove i vecchietti la mattina fanno taiji con movimenti lenti, armoniosi ed anche misteriosi che hanno il potere mantenere in un buono stato di salute il praticante.

Certo è anche questo. Ma parliamo di noi, parliamo dell’Italia e di quello che ci viene proposto. Intanto quando si parla di Taiji si ha ancora la sensazione di qualcosa di poco conosciuto e alquanto effeminato, con le signore nell’età del tramonto che vanno a fare in qualche palestra perché fa bene alle ossa, relegandolo così la disciplina ad un pubblico prevalentemente femminile.

Ciò che per primo è stato proposto nella maggior parte dei casi, è la “Forma 24 Pechino”, una sequenza di movimenti, la “forma” appunto, codificata in epoca moderna, nel 1956 dal comitato per lo sport della Repubblica Popolare Cinese. Tale forma è stata creata appositamente per facilitarne l’apprendimento e la diffusione tra le masse.

Didatticamente questa forma con i suoi movimenti ampi e continui permette al praticante di familiarizzare con gesti e posture che non sono usuali per noi occidentali, permettendo di raggiungere comunque un buon livello di propriocezione sul corpo attraverso la capacità di distinguere il pieno dal vuoto. Inoltre è possibile applicare a tale forma quelli che sono chiamati “i dieci principi del taiji quan”.

E’ facile pensare con questa forma a qualcosa che si associ di più al mantenimento della salute ed alla meditazione in movimento. Quello che viene a mancare è la capacita di percezione dell’arte marziale stessa, poiché diviene difficile, soprattutto in assenza di un bravo Maestro, riconoscere le tecniche, prima ancora di più saperle applicare.

Andando invece a ritroso nel taiji quan di stile tradizionale, è più facile trovare una correlazione marziale che ovviamente porta con se delle richieste maggiori di introiezione e di capacità nei movimenti corporei, basta pensare alle spirali dello stile Chen. L’allenamento quotidiano porta a grandi risultati personali misurabili nel tempo, poiché nella ricerca vi è una continua trasformazione. Non tutti sanno che nel secolo scorso quest’arte per le sue capacità difensive è stata anche utilizzata per addestrare i soldati durante la guerra sino-giapponese.

Ciò che prima si impara sono le forme. Con l’avanzare della pratica ci si dovrebbe sempre di più addentrare in quelle che sono le competenze marziali e di ascolto come ad esempio il “tui shou”, la spinta con le mani, un allenamento a coppie che può essere sia codificato che libero. Tale tipo di pratica serve a “sentire” la forza dell’avversario applicando quelle che sono le otto porte, manifestazione del mutare dello yin e dello yang attraverso l’espressione degli otto trigrammi.

Un terzo stadio dell’arte presuppone il combattimento libero, dove si ha capacità di esercitare le tecniche senza schemi prestabiliti.

Quello che si è diffuso del taiji quan è un messaggio che ci da una visione incompleta di quella che è una grande opera d’arte. Un’arte dove l’Uomo entrando in uno stato di attenzione e di rilassamento mentale e sviluppando la capacità di utilizzare la muscolatura interna, ha la capacità di far circolare Xue e Qi (sangue ed energia) ristabilendo dove possibile un buon livello di salute, cosicché con un buono stato fisico diventa possibile coltivare nel migliore dei modi l’arte marziale.

E ‘necessario far circolare un messaggio corretto e completo per portare ai giovani questa preziosissima e raffinata arte marziale.

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

E’ Presidente dell’ A.S.D Meihua il vento sopra il lago che si occupa dell’insegnamento e della diffusione delle discipline orientali.

Scrittrice del libro “Pillole di Lunga Vita guida introduttiva al Qi Gong e al Taiji Quan” e di “I diciotto esercizi taoisti della salute, la ginnastica energetica cinese per il benessere di ossa e muscoli”.

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Arrivano le prime belle giornate di sole, sentiamo la voglia di uscire e camminare per i boschi, sui prati colorati dalle prime margherite, gli uccelli ricominciano a cinguettare, colori, odori tutto si risveglia, è la Primavera che si manifesta; siamo nell’elemento Legno.

La primavera rappresenta la Nascita, l’alba, l’est, è lo stato energetico del piccolo yin (yang in crescita yin in diminuzione) è l’inizio del ciclo della vita. Siamo usciti da un lungo inverno dove abbiamo risparmiato le energie per affrontare al meglio questo periodo, è il momento di liberarle e lasciare spazio alle nostre capacità creative.

L’organo associato alla primavera è il Fegato ed il suo viscere è la Vescica Biliare. La carica attribuita al fegato è quella di “Generale dell’armata” per la sua forza ed il suo coraggio nel fare. E’ sua anche la capacità di visione, di fare progetti, che vengono accolti dalla vescica biliare se ritenuti giusti. L’orifizio del fegato sono gli occhi, e di qui ci colleghiamo ancora alla capacità di visione dell’andare oltre, il senso è la vista e la secrezione sono le lacrime. Il Fegato controlla i muscoli ed i tendini quindi la capacità di camminare di correre e ballare, insomma ogni forma di movimento. L’emozione è la rabbia che se trattenuta può arrecare malattia, tanto meglio lasciarla andare farla sfogare magari gridando poiché il grido è il suono associato al fegato o facendo una bella corsa. La costellazione è il Drago Verde, verde è il colore della primavera.

Insomma cosa aggiungere a questa meravigliosa stagione, se non il consiglio di alleggerire i vestiti ed i cibi e godere a pieno dei suoi benefici, la sua potenza è manifesta facciamola un po’ nostra!

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

E’ Presidente dell’ A.S.D Meihua il vento sopra il lago che si occupa dell’insegnamento e della diffusione delle discipline orientali.

Scrittrice del libro “Pillole di Lunga Vita guida introduttiva al Qi Gong e al Taiji Quan” e di “I diciotto esercizi taoisti della salute, la ginnastica energetica cinese per il benessere di ossa e muscoli”.

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L’ antica leggenda racconta di Nian una creatura mostruosa che viveva negli abissi marini, qualcun altro sostiene abitasse tra le montagne, ma questo poco importa. Nian usciva dalla sua tana una volta l’anno in primavera, per predare soprattutto bambini di cui si cibava. La terribile creatura aveva però un punto debole, temeva il fuoco, i forti rumori ed il colore rosso, per tanto l’unico modo per sfuggire al massacro era spaventarla al punto di farla rintanare. Da qui si spiegano i festeggiamenti fortemente tinti di rosso, dove si intonano canti, si suonano i tamburi e si fanno spettacolari fuochi d’artificio. E’ proprio da questa leggenda che nasce la famosissima “danza del leone” un modo per allontanare la terribile creatura.

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La festa di primavera generalmente chiamata in occidente Capodanno Cinese segna l’inizio del nuovo anno del calendario soli-lunare utilizzato in Cina, dove i mesi iniziano in concomitanza di ogni novilunio, il capodanno cinese viene a coincidere con la seconda luna nuova dopo il solstizio d’inverno, quindi ha un periodo di tempo di inizio variabile che va dal 21 gennaio al 29 febbraio del calendario gregoriano. I festeggiamenti si concludono dopo due settimane con la festa delle lanterne.

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Nei giorni che precedono l’inizio del nuovo anno si è soliti pulire la casa come a voler dire di gettar via tutte le negatività dell’anno che sta finendo in modo di accogliere il nuovo con i migliori propositi, un po’ come si usa fare da noi con “le pulizie di Pasqua”. Tale periodo viene chiamato “Pulire via lo sporco al nianerba” è un detto popolare del Canton che si riferisce al 28° giorno del 12° mese (il nianerba).

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Nella medicina tradizionale cinese la primavera corrisponde al movimento legno, immaginiamo come il seme nel ventre invernale della terra finalmente si apra al movimento ed alla vita, iniziando così il ciclo di generazione. Il grande Yin piano piano lascia spazio al piccolo yang è l’inizio di una nuova vita!

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Buon inizio a tutti

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Sssshhhh….

il suono dell’acqua che scorre, e poi il silenzio se diventa ghiaccio, tutto è immobile e quieto; è l’Inverno, il profondo Yin.

Secondo la tradizione cinese l’inverno corrisponde infatti al movimento dell’acqua, è il movimento della profondità, dell’attesa, della fissità. E’ proprio questo silenzio e questa quiete che nasconde nei suoi scuri e “neri” abissi il seme della vita che sta per nascere. L’inverno rappresenta la potenzialità per generare la vita.

L’organo legato all’inverno è il rene che è la radice dello yin e dello yang nel corpo umano; il suo viscere la vescica urinaria, i midolli sono le sue strutture corporee, le orecchie il suo organo di senso. In questo periodo dobbiamo conservare le nostre energie ed arricchirci dell’energia della stagione, dobbiamo rimanere caldi, pena altrimenti l’indebolimento di questi tessuti. Dobbiamo quindi riposarci senza eccedere negli sforzi fisici o mentali, è necessario conservare le energie per la rinascita in primavera, altrimenti ci verranno a mancare le forze.

Aiutiamoci seguendo un alimentazione tonificante “riscaldante” come il riso, il miglio e la carne di maiale, le uova e formaggi stagionati, ottima la frutta secca.

In questo periodo l’essere umano si chiude in se stesso, un rigido e buio inverno porta in se molte preoccupazioni, quindi viene facile pensare a come la “paura” possa prendere il sopravvento, dobbiamo cercare di non dare terreno alla paura e di sfruttarla come un “sano timore” che ci preserva dalle insidie.

Buon riposo, buon inverno e buone pratiche di lunga vita!

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

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Il clima è ormai cambiato e le giornate ogni giorno si accorciano, anche il nostro modo di mangiare ed il colore degli alimenti è…