Il Qi gong dei Cinque animali è una delle tecniche più antiche, questa tecnica ci riporta ad una condizione dove l’essere umano era in stretta relazione con l’ambiente naturale circostante. La maggior parte delle tecniche psico energetiche trae ispirazione dall’osservazione della natura, il macrocosmo. In questo modo l’essere umano cerca di rafforzare e correggere l’energia interna armonizzandola ai ritmi naturali.

Il Qi Gong dei Cinque Animali è parte del corpus di tecniche del Qi Gong Medico (relativo alla Medicina Cinese) e si occupa di lavorare sul riequilibrio degli Zang Fu (organi e visceri) al fine di preservare la salute. Di questa tecnica come spesso accade in tutto il Qi Gong se ne annoverano diverse versioni, ma in tutte le versioni gli animali assumono un ruolo archetipico di rivitalizzazione dell’energia interna in base alle caratteristiche dell’animale rappresentato, bisognerà diventare l’animale stesso “giocando” con la tecnica.

È possibile esercitarsi nella forma di un unico animale oppure sceglierne più di uno in base alle necessità ed all’inclinazione personale, il lavoro sulla tecnica degli animali può durare una vita intera. La pratica di Qi Gong è sempre stata utilizzata dagli artisti marziali per potenziare la propria energia interna, ad esempio Bruce Lee si era specializzato nella Gru.

Hu Xing “Forma della Tigre”: nella Tigre si pone l’accento alle sue caratteristiche principali che sono l’aspetto fiero, l’atteggiamento vigile, la morbidezza ed agilità tipica di tutti i felini e la capacità di difesa data dall’aggressività, nel caso del Qi Gong l’aggressività è volta a proteggerci dalle malattie. L’esercizio della Tigre risulta essere benefico principalmente per il Polmone, per l’articolazione della spalla e l’infiammazione delle articolazioni in generale.

Xiong Xing “Forma dell’Orso”: nell’Orso si pone l’accento alle sue caratteristiche principali che sono la forza, la stabilità, la possanza, l’apparente morbidezza che cela la durezza interna, per rendere l’idea pensiamo al modo di dire “pugno di ferro in guanti di velluto”. Questo esercizio risulta particolarmente adatto all’armonia del Qi di Stomaco -Milza, ai dolori della colonna vertebrale ed al senso di rigidità, ha la capacità di allungare il respiro.

Hou Xing “Forma della Scimmia”: nella Scimmia, l’aspetto è giocoso e dinamico, gli occhi mostrano curiosità, un’animale imprevedibile nell’agilità dei cambi di direzione, intelligente e acuto. La forma delle mani è a picca o fiore di pruno e l’intenzione viene portata fino alla punta delle dita, rappresentando anche un aspetto difensivo nel portare il colpo. Questo esercizio può essere utile per le articolazioni, i dolori della colonna cervicale, problemi degli occhi, dolori alle mani e dei piedi.

She Xing “Forma del serpente”: nel Serpente ammiriamo l’estrema flessibilità, il movimento ad onda, veloce, sinuoso. La sua simbologia è presente in tutte le culture, come rappresentazione di saggezza, di una conoscenza antica e profonda che dalle oscurità si avvia alla luce. Nel serpente è insito il potere del cambiar pelle, della trasformazione, del rinnovamento. Questa tecnica ha un’azione profonda sul Qi, trasformando l’energia interna del praticante in forme sempre più sottili. Ha la capacità di rendere il corpo come un elastico. Azioni principali: Circolazione del Qi, disturbi allo stomaco, disturbi delle articolazioni, mal di schiena, disturbi cronici.

He xing “Forma della Gru”: la Gru è simbolo di lunga vita, di eleganza e leggerezza. La camminata deve essere svolta in maniera naturale, in modo disinvolto e mente quieta in modo di calmare il Cuore ed apportare uno stato di serenità. I suoi effetti benefici si possono riscontrare soprattutto a livello della pressione sanguigna e dell’apparato circolatorio. Questa tecnica si mostra molto utile anche negli anziani e in chi deve riacquisire stabilità nei passi.

Il Qi Gong dei cinque animali è adatto a tutte le fasce di età anche ai bambini, in quanto si presta alla dinamicità, gli esercizi sono piacevoli e di semplice esecuzione. Se ne consiglia la pratica lontano dai pasti, gli effetti benefici si inizieranno a vedere già dopo poche settimane di pratica regolare, per una buona regolazione del Qi sarà necessario iniziare gli esercizi molto lentamente per rendere i movimenti più veloci soltanto quando la pratica si sarà consolidata, anche i tempi di esecuzione andranno aumentati gradualmente.

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

E’ Presidente dell’ A.S.D Meihua il vento sopra il lago che si occupa dell’insegnamento e della diffusione delle discipline orientali.

Scrittrice del libro “Pillole di Lunga Vita, guida introduttiva al Qi Gong e al Taiji Quan”.

Seguila sui suoi social:

Pagina Facebook Meihua il vento sopra il lago

Gruppo Facebook Gruppo Meihua il vento sopra il lago

profilo Instagram Daniela.DeGirolamo.Meihua

A settembre riprendono le interviste ai Maestri, partiamo alla grande con l’intervista alla Maestra Sarah Falanga che ha il wushu nel dna!

n

Mi accorgo sempre più che la mia attenzione viene colpita da quei Maestri che tendono a mettersi poco sotto i riflettori, insomma proprio come in questo caso poca apparenza e tutta sostanza!

n

Vi auguro buona lettura per questa bellissima intervista.

nn

1) Maestra Sarah Falanga, come ha conosciuto il wushu?

n

Penso si possa dire che sono nata nel mondo del wushu, essendo la figlia del Maestro Falanga Stanislao, quindi sin da bambina ho vissuto le arti marziali cinesi. Da che ho memoria in casa si è sempre respirata aria di wushu, i film che guardavo maggiormente erano quelli sul kung fu degli anni ’70 e ’80 e il mio videogioco preferito è sempre stato “Mortal Kombat”.

n

Fin da bambina il tempo passava seguendo mio padre nelle varie sedi di insegnamento, guardando e qualche volta cercando di imitare ciò che vedevo. La mia primissima esibizione è stata in una grande palestra scolastica nella città di San Giorgio a Cremano durante un evento sportivo all’età di quattro anni.

n

Intorno ai 14 anni ho scelto di iniziare il percorso del Taijiquan con la Maestra Filosa Carmela, iniziando con lo stile Yang per poi dedicarmi prettamente allo studio dello stile Chen Xiaojia che insegno ormai da quasi 20 anni.

nn

2) In un ambiente dove c’è una prevalenza di Maestri come ci si sente ad essere una donna, ci sono mai state delle discriminazioni o dei trattamenti differenti?

n

Non per fare polemica, purtroppo a questa domanda posso rispondere in un solo modo: le discriminazioni ed i trattamenti diversi ci sono sempre stati. Anche nel mondo del wushu una docente donna non sempre viene considerata brava e forte quanto un collega uomo, bisogna lavorare il doppio e dimostrare il triplo per essere presi in considerazione, ma devo ammettere che alla fine il wushu applica un sistema meritocratico, se vali, se batti i tuoi avversari, le discriminazioni cadono. Inoltre sono innumerevoli gli esempi di grandi donne che si sono distinte in questo mondo così marcatamente maschile. Nel Taijiquan possiamo nominare con grande orgoglio la GM Chen Liqing, zia della Maestra Chen Peiju, la prima donna ad essere inserita nella genealogia dello stile Chen. Considerata in Cina patrimonio nazionale, abile combattente, ma anche grande studiosa, è una delle prime donne della sua generazione a frequentare un college. Non bisogna poi andare tanto lontano nel tempo per dimostrare l’importanza delle donne nelle arti marziali. La Maestra Carmela Filosa che dal 1994 si reca in Cina ogni anno per approfondire tutto ciò che riguarda la cultura cinese, nel 2005 ha ricevuto l’onore più grande per un praticante di Arti Marziali tradizionali: la Maestra Chen Peiju l’ha accettata ufficialmente all’interno della famiglia Chen come discepolo interno ed inoltre l’ha inserita, insieme a pochi altri fedeli allievi, nella genealogia ufficiale dei trasmettitori dello stile Chen come XIII generazione, XXI della famiglia. Vorrei sottolineare unica straniera ad aver ricevuto questo titolo!

n

Si pensi poi alle Olimpiadi con la nostra grande Irma Testa che trionfa a Tokyo nel pugilato, oppure alla grande fighter Gloria Peritore, combattente di una bravura eccezionale, campionessa di innumerevoli titoli, posso dire che sono pochi gli uomini che possono tenerle testa.

nn

3) In questa intervista vorrei approfondire una disciplina in particolare, il Taijiquan. Pochi sanno che si tratta di un’arte marziale e non esclusivamente di una meditazione in movimento oppure una ginnastica della salute. Da cosa possiamo capire che parlando di Taijiquan stiamo parlando di un’arte marziale?

n

Non bisogna mai dimenticare che il Taijiquan nasce come stile di combattimento, al contrario del Qigong che si basa principalmente su un lavoro interno del Qi (come dice il nome stesso). Il Taijiquan ha in sé principi e movimenti marziali che puntano sia al benessere psicofisico sia combattimento con tecniche di difesa ed attacco. Secondo il Maestro Chen Peishan, si possono distinguere all’interno di questo stile di arti marziali tre aspetti fondamentali: i movimenti del corpo, l’abilità marziale e la teoria che vi è alla base.

n

I movimenti del corpo comprendono a loro volta tre concetti basilari: l’intenzione, il Qi e la forma (xing) intesa sia come “forma esterna”, ossia come il gesto appare esternamente, sia come “forma interna” quindi come il lavoro interno genera il gesto.

n

Tutti questi lavori, sicuramente danno grandi benefici sia psichici che fisici, dovuti al pieno controllo del corpo che il Taijiquan sviluppa. Questo però è solo un accidente generato dallo studio e dall’allenamento. Il valore reale di questi metodi è il dominio del corpo, quindi l’acquisizione dello Shenfa per poi in combattimento emettere il fali. Allenare tutti i giorni i movimenti esterni ed interni è necessario per l’acquisizione di quella capacità corporea atta alla realizzazione in un secondo momento delle tecniche e le strategie di combattimento in senso stretto. Per fare un esempio, il corridore che corre ogni mattina per la maratona avrà sicuramente dei benefici sulla salute dovuti alla costanza del suo allenamento, ma nonostante ciò non è la salute il suo fine ultimo, bensì migliorare la sua prestazione per trionfare in gara.

nn

4) Si parla spesso del Taiji Quan che viene generalmente chiamato “Taiji” come un’arte millenaria, ci sono dei riferimenti storici ai quali possiamo far riferimento con maggiore certezza per collocarne l’inizio in un periodo storico?

n

Bisogna specificare una cosa, dobbiamo distinguere il termine Taiji da Taijiquan.

n

Prima che “le 10.000 cose” esistessero, esisteva il wuji, assenza di polarità, una condizione in cui tutte le forme di energia si trovavano mischiate insieme in uno stato caotico primordiale “hundun”. Ma, come dice la Maestra Chen Peiju, all’interno di questa condizione era già presente una “informazione”.

n

Dal wuji, grazie a questa informazione, nasce la suprema polarità, il Taiji. La suprema polarità si riferisce al concetto di yin e yang. Taiji quindi simboleggia i due poli opposti e complementari di yin e yang, e se ne parla già nell’Yijing ,“il classico dei mutamenti”.

n

Taijiquan dove “quan” significa pugno è letteralmente “la boxe della polarità suprema” e se ne parla ufficialmente nel “Trattato Illustrato sul Taijiquan della Famiglia Chen” di Chen Xin (1849-1929) detto anche Chen Pinsan, XVI generazione del Taijiquan della Famiglia Chen, in cui riassume il sistema tecnico e teorico dello stile dal punto di vista della cultura cinese tradizionale e rivela i fondamenti filosofici del Taijquan. In conclusione quindi possiamo dire che il Taijiquan nasce e si struttura marzialmente sul concetto taoistico di Taiji.

nn

5) Quanti stili esistono di Taijiquan?

n

Fino al 1800 il Taijiquan veniva praticato solo nella famiglia Chen, che lo custodiva gelosamente. Fu Chen Changxing, XIV generazione, che contribuì alla divulgazione del Taijiquan al di fuori della famiglia insegnandolo a Yang Luchan (1789-1872), proveniente da una famiglia di contadini del distretto di Yongnian, provincia dello Hebei. Dopo aver studiato per vent’anni lo stile Chen a Chenjiagou, il villaggio in cui risiedeva la famiglia Chen, ritornò al suo paese natio ed iniziò ad insegnare ai suoi figli che sistematizzarono ognuno modalità diverse dell’insegnamento del padre. Yang Jianhou, uno dei tre figli di Yang Luchan, trasmise a sua volta lo stile ai suoi due figli Yang Shaohou e Yang Chenfu e quest’ultimo diffuse la conoscenza del Taijiquan in tutta la Cina. Nacquero così lo stile Wu (Jianquan), lo stile Wu (Yuxiang), il Sun.

n

Lo stile Chen si è suddiviso in due scuole principali, Da jia (grande struttura) che comprende a sua volta due varianti, Laojia e Xinjia, e Xiaojia (piccola struttura). La Xiaojia rappresenta il metodo più antico di pratica all’interno dell’intero sistema del Taijiquan stile Chen.

nn

Per contattare la M. Falanga

n

falangasarah@virgilio.it

n

www.icxj.it

n

3381804555

nn

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

n

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

n

E’ Presidente dell’ A.S.D Meihua il vento sopra il lago che si occupa dell’insegnamento e della diffusione delle discipline orientali.

n

Scrittrice del libro “Pillole di Lunga Vita guida introduttiva al Qi Gong e al Taiji Quan”.

n

Seguila sui suoi social:

n

Pagina Facebook Meihua il vento sopra il lago

n

Gruppo Facebook “Gruppo Meihua il vento sopra il lago”

n

Instagram daniela.degirolamo.meihua

1°) Conosci molte tecniche di Qi Gong anche di stili differenti, pensi che una sia più efficace di un’altra?

Il discorso è complesso. In linea generale ogni tecnica di Qigong ha valore ed efficacia. Con le tecniche dinamiche si lavora sullo scioglimento articolare, sul coordinamento, sul respiro e si esercita quasi sempre una sorta di massaggio interno, per cui gli organi vengono irrorati di sangue, liquidi e Qi; con le forme statiche si perfeziona la postura, si accresce maggiormente la circolazione di Qi interna e si esercita la consapevolezza di sé. In ogni caso è bene praticare entrambe le modalità.

A causa però delle differenze peculiari di ognuno di noi, energetiche, fisiche e psichiche, è possibile che una tecnica risulti più benefica per una persona e meno per un’altra.

Difatti alcuni esercizi, pur agendo in modo globale sull’organismo, operano nello specifico su particolari organi e ambiti energetici, oppure sul sangue, sullo yin o sullo yang, su alcune emozioni piuttosto che altre, o possono essere più adatti alla tonificazione o alla purificazione.

Pertanto il Qigong può essere utilizzato in modo mirato per ciascuno di noi, in funzione della propria costituzione energetica o di personali squilibri, per prevenire eventuali situazioni disarmoniche o portare miglioramento ai disturbi di salute.

6) Sei docente e fondatrice della scuola di formazione Qi Gong “I Giardini del Tao” puoi dirci qual è il ruolo dell’operatore Qi Gong?

Vorrei prima di tutto dire che la Scuola I Giardini del Tao rappresenta la concretizzazione di un’idea che per anni aveva illuminato la mia pratica quotidiana di Qigong: quella di poter trasmettere gli insegnamenti del mio primo Maestro Wang Ting Jun e degli altri maestri da cui nel tempo avevo appreso questa bellissima Arte di salute, per il benessere e l’evoluzione interiore di più persone possibili. Come un semino… dopo alcuni anni quel proposito è germogliato, concretizzandosi ormai da tempo nella scuola fondata insieme a Laura Rubrianti, che è ancora in continua crescita e trasformazione. La Scuola I Giardini del Tao è a tutti gli effetti una creatura vivente, che progredisce grazie all’impegno gioioso e pieno di amore degli insegnanti e grazie all’entusiasmo, al lavoro e alla partecipazione attiva degli allievi.

Quindi sento che il ruolo dell’operatore sia quello di diffondere il Qigong e i principi della Medicina Cinese, tra cui il concetto dell’essere umano quale espressione e crogiuolo alchemico tra le energie yin della terra e quelle yang del cielo, in perenne mutamento.

L’operatore arricchisce l’insegnamento con la propria esperienza e accompagna gli allievi nella scoperta di un personale percorso di consapevolezza, di salute e di vita, affinché abbiano la possibilità di trovare in se stessi l’opportunità di un auto-trattamento fondato sulla guarigione dell’anima, intesa come cammino di realizzazione personale, in accordo con il proprio mandato celeste.

Inoltre è molto importante che l’operatore sia cosciente dei propri limiti e da essi tragga forza, poiché il suo ruolo è quello di trasmettere e nello stesso tempo di apprendere dall’insegnamento e dagli allievi stessi, grazie ad un continuo scambio per una crescita comune.

7) L’apparato energetico del bambino e dell’adulto sono differenti, cosa è adatto e benefico per i bambini?

Come sappiamo i bambini sono generalmente vivaci, ed esprimono in tal modo una vitalità molto più abbondante e fresca rispetto a quella degli adulti. Difatti l’apparato energetico dell’età infantile manifesta prevalentemente una forte energia espansiva con caratteristiche yang, simile a quelle della primavera, dell’aurora, dei boccioli, delle piantine che con forza spingono per farsi largo nelle pieghe della terra per raggiungere la luce del sole e vivere. Tali proprietà sono quelle dello Yang nascente che avanza nello Yin e corrispondono al Movimento Legno. Questo aspetto di lieve squilibrio è fisiologico nell’infanzia e va naturalmente sostenuto. Potrebbe in alcuni casi trasformarsi in un esubero eccessivo dei Movimenti Legno e Fuoco e della qualità energetica yang, e portare ad agitazione e iperattività. Allora sarà bene tonificare l’aspetto Yin in vari modi, ad esempio con dei massaggi nella zona lombare per rinforzare il Rene ed ancorare il Vento.

Indubbiamente però ogni bambino presenta delle caratteristiche peculiari all’interno di questa situazione più generale, mostrando una costituzione prevalente nell’ambito dei Cinque Movimenti, che porta alla luce l’aspetto personale più profondo, di provenienza del “Cielo anteriore” ed ereditato dai genitori.

Sostenere ed incoraggiare le particolarità proprie di ogni costituzione è fondamentale per permettere al bambino di esprimere al meglio la sua natura e poter attuare i propri talenti, con grande beneficio per la salute e per l’equilibrio psicofisico anche della futura età adulta.

Il Qigong può essere uno strumento straordinario per far tornare i bambini in contatto con una dimensione umana più vicina al corso naturale delle cose e alla propria essenza, da cui purtroppo la cultura e la società contemporanee tendono a distanziarli.

A tal proposito, nella Scuola I Giardini del Tao abbiamo ideato il Metodo Tao Bao®, le cui linee guida sono contenute nel libro Il Percorso di Bao. Il Metodo caratterizza il Corso per Istruttori di Qigong per bambini, strutturato in modo da formare operatori che possano accompagnare e sostenere i nostri piccoli meravigliosi esseri nella loro complessità di corpo mente e spirito, secondo la visione più ampia della Medicina Cinese.

8) La tua prima professione è stata quella di architetto, che cosa significa avere una lettura energetica degli ambienti e che relazione c’è con il Qi gong?

Sì. Ho sempre avvertito l’importanza di creare o trasformare gli ambienti domestici o di lavoro rispettando le caratteristiche e le esigenze peculiari di chi li avrebbe poi abitati o vissuti in qualche modo. Incontrare e approfondire il Feng Shui è stato come entrare in un mondo straordinario, in cui è possibile condurre una lettura particolare degli spazi abitativi, del paesaggio circostante (naturale o edificato) e di chi vi abita, al fine di correlare in modo armonioso tutti questi elementi come in una sinfonia energetica.

Inoltre il Feng Shui e il Qigong sono in sintonia: si fondano sugli stessi principi filosofici e cosmologici taoisti e sulle regole della Medicina Cinese, condividono le idee di Qi, dei Cinque Movimenti Energetici, della polarità Yin/Yang, dei flussi di Qi, di eccesso e difetto, di tonificazione e dispersione… la differenza è il campo d’applicazione: con il Qigong si lavora direttamente sull’essere umano, mentre il Feng Shui si occupa della casa e dell’ambiente, sempre al fine di portare benessere ed evoluzione in chi vi abita.

A tal proposito, avendo la fortuna e il piacere di conoscere e praticare entrambe queste Arti, ho portato avanti uno studio comparato e ho visto che il loro uso contemporaneo permette una conoscenza della persona ancora più approfondita e conseguentemente offre la possibilità di seguire un percorso evolutivo, preventivo e di benessere ancora più importante.

Operare sugli ambienti a livello energetico significa eseguire sulla casa un esame secondo i principi della Medicina Cinese, per poi applicare dei rimedi di armonizzazione grazie all’utilizzo di forme, colori, materiali, orientamento, distribuzione e destinazione d’uso dei vari locali.

La stretta relazione tra la persona e il luogo in cui vive o lavora fa sì che si influenzino reciprocamente: la casa esprime l’essenza di chi vi abita e nello stesso tempo gli infonde le proprie peculiarità energetiche, che saranno più o meno benefiche a seconda dell’armonia che l’edificato ha con i cicli della natura, con la polarità Yin/Yang, con l’esposizione solare e con i Cinque Movimenti.

Nel Qigong si parla di vuoto del Cuore. Analogamente il Feng Shui considera il baricentro come il Cuore della casa, e offre diverse indicazioni per valorizzarlo e lasciarlo libero da eventuali blocchi e creare così ilvuoto del Cuore… della casa, per permettere al Qi di circolare liberamente e diffondere il proprio nutrimento a tutti gli ambienti.

Un appartamento può mostrare la prevalenza di un Movimento e la carenza di un altro,

oppure può presentarsi caotico e pieno di oggetti inutili: in tal caso il libero fluire del Qi viene impedito e questi disordini energetici avranno un’influenza anche sulla persona a vari livelli. Allora sarà positivo lavorare sulla casa con il Feng Shui per favorire i flussi energetici e ripristinare l’armonia generale. Se è possibile poi integrare con la pratica del Qigong, il lavoro sarà generale e gli effetti ancora più intensi.

In conclusione, queste due Arti sono degli strumenti meravigliosi che lavorano a livello sottile per l’evoluzione personale e per il benessere fisico, emozionale e spirituale, e ancor di più se utilizzati in sinergia.

Nel libro La Casa che vorrei, scritto in collaborazione con Mauro Pedone, musicoterapeuta ed esperto di aromaterapia, vengono esposte approfonditamente e in modo semplice tutte queste tematiche.

9) C’è un pensiero che vuoi condividere in questo periodo storico così “particolare”?

Sì. “Viaggiare” leggeri, coltivando il valore della comunità, con amore, rispetto e gratitudine.

Informazioni di contatto per la Maestra Maria Vaglio

https://energieinmovimento.net/

m_vaglio@libero.it

https://www.formazioneqigong-igiardinideltao.it/

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

E’ Presidente dell’ A.S.D Meihua il vento sopra il lago che si occupa dell’insegnamento e della diffusione delle discipline orientali.

Scrittrice del libro “Pillole di Lunga Vita guida introduttiva al Qi Gong e al Taiji Quan”.

Seguila sui suoi social:

Pagina Facebook Meihua il vento sopra il lago

Gruppo Facebook Meihua il vento sopra il lago Axa

profilo Instagram Daniela.DeGirolamo.Meihua

La meditazione è spesso vista come qualcosa di fermo, statico, qualcosa per cui dobbiamo sederci in una stanza silenziosa, chiudere gli occhi e … e poi?

Quante volte ci siamo chiesti: poi cosa devo fare? Come faccio a non pensare? Come posso mantenere la mia mente silenziosa?

Eppure non è questo che ci viene richiesto dalla meditazione, quello che ci viene richiesto è essere completamente presenti a noi stessi. Essere testimoni dei nostri pensieri e non farci trascinare da essi fra le fluttuazioni della nostra mente.

Allora in queste vacanze estive, dove possiamo forse dedicarci qualche minuto al giorno, proviamo ad essere presenti nei nostri gesti quotidiani, proviamo a non perdere il contatto con il momento presente e a rimanere osservatori attenti di ciò che ci accade, ma anche di ciò che ci distrae.

Riconoscere i nostri pensieri disturbanti può essere davvero molto utile, non dobbiamo far altro che accoglierli, senza giudicarli, per riportare poi la mente per mano, dolcemente, alla presenza.

Proviamo allora ad affrontare azioni semplici della nostra vita, come il semplice camminare, con una nuova consapevolezza. La meditazione camminata ci aiuta a mantenere la presenza attiva della mente perché ci concentriamo su qualcosa di pratico, di fisico.

Quando ci spostiamo da un luogo all’altro a piedi, cosa che già di per se è purtroppo un privilegio in questo tempo veloce in cui stiamo sempre correndo da qualche parte, chiedendoci se ciò che abbiamo concluso è stato fatto come si doveva, e facendo il punto su ciò che stiamo andando a fare, portiamo completa attenzione alle azioni che stiamo compiendo, al momento presente.

Prendiamoci un attimo prima di iniziare, chiudiamo gli occhi e rimaniamo in ascolto del corpo per qualche respiro. Quando ci sentiamo connessi davvero con noi stessi, quando riusciamo a fluire attraverso il respiro, allora iniziamo la nostra scoperta.

Osserviamo il peso del nostro corpo che dal tallone si sposta lentamente sulla pianta del piede e poi al centro e sull’avampiede per poi poggiarsi sulle dita. Osserviamo le sensazioni che proviamo in questa azione automatica nel momento in cui la osserviamo, la sentiamo. Cosa succede quando l’altro piede inizia a sollevarsi? Notiamo tutti i muscoli coinvolti in questo susseguirsi di movimenti così meravigliosamente coordinati l’uno con l’altro. Soffermiamoci anche a osservare l’equilibrio perché, se facciamo attenzione, ci accorgeremo che in questo semplice processo del camminare, ha una grandissima importanza.

Nel mettere un piede davanti all’altro esiste un momento impercettibile in cui l’equilibrio viene a mancare, in cui ci troviamo sbilanciati in avanti, un attimo di incertezza del corpo di cui non facciamo in tempo ad accorgerci. Con fiducia il passo successivo si compie, ogni volta. Questa attitudine meravigliosa ci è richiesta nella vita quando ci facciamo guidare dal cuore nelle nostre scelte. Quando con fiducia scegliamo di correre il rischio in prospettiva di qualcosa di più grande. Quell’attimo in cui non abbiamo nessuna certezza di riuscita eppure sentiamo che stiamo facendo la cosa giusta e rimaniamo per un attimo sospesi nel vuoto, in attesa che il passo successivo poggi su una superficie stabile e sicura.

L’atto di camminare è così interiorizzato da essere divenuto automatico, ricolleghiamoci con le sensazioni che ci dà, perché seppur meccanicamente questo atto è acquisito, le sensazioni che proviamo sono sempre diverse.

Questa modalità di attenzione può essere portata in ogni azione abitudinaria della nostra vita, questa è la meditazione, questo è vivere lo yoga.

Carola Fontana è un’insegnante di yoga formata presso la scuola Amrita Yoga Classic e presso la scuola di Hatha Tantra Yoga di Radhasamadhi yoga e Ayurveda.

Riflessologa plantare, massaggiatrice Ayurvedica, operatrice Reiki.

Docente presso l’associazione Meihua il vento sopra il lago

Seguila sui social

Pagina Facebook La Yoga

Profilo personale Facebook Caro La

Profilo Instagram Caro_La_Yoga

Con grande gioia vi presento l’intervista di Maria Vaglio una delle mie due Maestre. Di Maria apprezzo molto la sua onestà ed il suo grande cuore, virtù oggi assai rare e preziose. Spero che la sua esperienza e la sua competenza possa essere utile anche a voi.

1) Il Qi Gong è una disciplina ancora poco conosciuta, come ne sei venuta in contatto?

Sì, il Qigong qui in Occidente è meno diffuso rispetto ad altre discipline orientali, tuttavia in questi ultimi anni vi è stato un incremento di interesse addirittura esponenziale e molte più persone rispetto al passato iniziano a studiarlo e a praticarlo poiché ne sperimentano i benefici, forse anche grazie all’impegno costante di tanti insegnanti che con amore cercano di diffonderlo il più possibile.

Personalmente ne venni a conoscenza nel 1991. In seguito a dei disturbi alle ginocchia piuttosto fastidiosi che avevo tentato di risolvere per lungo tempo con fisioterapia e ginnastica di potenziamento muscolare dietro indicazioni di specialisti, senza però averne buon esito, decisi di interrompere tutti i trattamenti portati avanti fino a quel momento, e di continuare esclusivamente con della ginnastica dolce. Quindi parlando con dei conoscenti, mi fu indicato un insegnante cinese che per alcuni mesi all’anno insegnava qui in Italia il Qigong. All’epoca non sapevo nemmeno di cosa si trattasse, però sentivo di voler provare, così iniziò la mia avventura meravigliosa conoscendo il Maestro Wang Ting Jun che con passione trasmetteva la cosiddetta Arte di lunga Vita. L’impegno fu importante, poiché richiedeva tre lezioni a settimana di un’ora e mezza però, malgrado stessi ancora studiando per laurearmi e quindi fossi piuttosto occupata, intrapresi questo percorso con gioia e interesse. Con stupore vedevo che a poco a poco i miei disturbi andavano migliorando e, aspetto ancora più gradito, mi trovavo ad avere una calma interiore che fino ad allora era stata poco vicina alle mie caratteristiche personali.

Da quel momento il Qigong entrò a far parte della mia vita diventando un modo di vivere, un sostegno quotidiano a livello fisico ed emozionale e un importante strumento di crescita interiore che tuttora mi accompagna.

2) Che cos’è il Qi?

Il Qi è una vibrazione sottile che permea e anima ogni cosa… è necessario farne esperienza, poiché ogni descrizione, per quanto accurata, sarà sempre poca cosa rispetto a quello che si avverte quando si lascia andare la mente razionale per lasciare spazio all’essenza. A tal proposito il Qigong risulta essere una via meravigliosa per accrescere la consapevolezza del Qi e sentirne il fluire nel corpo.

Potrebbe essere raccontato come quel lieve vibrare interno che si percepisce quando è primavera e si avverte il risveglio di tutta la natura, o quando si prova un’emozione intensa, o anche quando si guarda negli occhi un bimbo o si contempla il cielo… Il Qi è respiro. È coscienza. È forza. È spirito. È la vita stessa che fluisce e si manifesta in ogni essere vivente. È energia diffusa o condensata. Si esprime nel corpo e nelle sensazioni, e in tutto ciò che ha a che fare con le forme di vita di ogni genere. È vitalità. È natura. È amore.

Inoltre alcuni studi scientifici, quali la relatività di Einstein e la meccanica quantistica, si avvicinano ai principi delle antiche filosofie orientali, mostrando una bella convergenza nella ricerca delle verità essenziali. Mi riferisco ad esempio alle cosiddette interazioni fondamentali, quelle forze che permettono agli elettroni dell’atomo di orbitare attorno al nucleo e di tenere assieme i protoni al suo interno, e le più note forze elettromagnetica e gravitazionale, o anche la cosiddetta energia oscura degli spazi siderali, ovvero quella forza invisibile alla strumentazione tecnica che crea però effetti misurabili. In questo campo sembra che tutto riconduca al concetto di Qi, presente nelle forme materiali, compresi i minerali e gli oggetti inanimati, e in tutta la realtà manifesta, essa stessa espressione concentrata di questa energia onnipervasiva che circola ovunque e mette tutto in relazione.

Nel libro Il Tao della Fisica lo scienziato Fritijof Capra ci parla del campo, concetto noto anche nel Qigong, nel quale l’energia, rallentando le proprie vibrazioni, prende forma e, come in una danza, si manifesta a volte come particella di materia, a volte come onda elettromagnetica. Così ci racconta anche la filosofia cosmologica taoista: nel Tao coesistono Yin e Yang, due aspetti della medesima realtà, l’uno più denso e l’altro più sottile, che si trasformano continuamente l’uno nell’altro, in perenne alternarsi e rincorrersi, presenti in ogni aspetto dell’esistente, e comprendono in sé, senza giudizio, ciò che potrebbe impropriamente essere considerato “bene” o “male”. Così le forze della natura appaiono magnifiche e terribili allo stesso tempo, ma di fatto seguono semplicemente le leggi universali.

Nel caso in cui il Qi fluisca in modo disarmonico o ci siano impedimenti o blocchi al suo naturale e fluido esprimersi, allora apparirà come qualcosa di “negativo”, ma sarà semplicemente la manifestazione di un eccesso o di una mancanza energetica, nel corpo e in ogni espressione della natura.

A tal proposito, per una migliore salute si lavora con il Qigong per favorire il fluire del Qi nel corpo, mentre con il Feng Shui lo stesso lavoro è condotto per agevolarne i flussi all’interno della casa e del territorio.

3) Quale è stato il tuo primo Maestro/a, che cosa hai studiato con lui e quale è stato il suo insegnamento più grande?

Come ho già detto, il mio primo Maestro è stato il meraviglioso Wang Ting Jun nel 1991. All’epoca portava in Italia la tecnica Xing Shen Zhuang, conosciuta anche come Metodo per l’Integrazione di Mente e Corpo del più vasto sistema conosciuto come Zhineng Qigong.

L’insegnamento più grande del Maestro è stato per me quello di indurmi alla consapevolezza del corpo e di conseguenza di me stessa in generale, inducendomi in continuazione a riportare la mente al presente. Ancora risuonano in me le sue parole che con dolcezza accompagnavano l’attenzione ai movimenti e al respiro.

In effetti il pensiero quasi sempre cattura la mente e il corpo stesso, e li porta in spazi temporali diversi da quello in cui si vive. Superare questa dinamica mentale è la grande prova dell’essere umano e l’obbiettivo di tutte le discipline orientali e meditative, e il Maestro Wang con i suoi insegnamenti ha dato un grande contributo a tutti noi a tal proposito.

4) Per praticare il Qi Gong è necessaria la guida di un insegnate oppure si può essere autodidatti leggendo libri e seguendo video su Youtube?

Il Qigong è un’Arte pregna di energia, il Qi. Chi ha studiato e continua a praticare Qigong con un maestro o con altri praticanti, sa bene che la trasmissione energetica che è possibile in presenza, è molto ridotta quando si apprende attraverso un libro o un video. Inoltre è necessario che l’insegnante veda e senta l’allievo in tutta la sua complessità ed essenza, per avere modo di correggerlo e guidarlo in una pratica che abbia la giusta qualità e specificità, che sarà differente per ogni allievo. La comunicazione tra esseri viventi avviene attraverso tutti i sensi oltre che per mezzo della parola. La possibilità di apprendere soltanto la tecnica invece dell’Arte, con la mente continuamente in agguato, come sempre accade quando si acquisiscono nozioni prive del calore e della forza che caratterizzano la presenza, è un rischio molto grande per i praticanti inesperti.

Pertanto la guida di un insegnante, almeno inizialmente, è indispensabile per poter acquisire i fondamenti tecnici ed energetici di questa bellissima disciplina.

5) Ci sono dei pericoli nello studiare/praticare senza la guida di un insegnante, se si quali?

Il Qigong si fonda su dei principi indispensabili per una buona pratica, quali la corretta respirazione, la giusta postura, la consapevolezza, una sana intenzione… La guida di un insegnante garantisce all’allievo una verifica sul rispetto di questi principi, senza i quali, reiterando nel tempo una pratica poco corretta, potrebbero insorgere delle disarmonie. Ovviamente, nella pratica personale il praticante potrà riportare alla mente i diversi insegnamenti già ricevuti ed ottenere degli ottimi risultati. Anzi, a tal proposito, invito sempre i miei allievi ad eseguire quotidianamente gli esercizi a casa, dal momento che la pratica dà buoni risultati se il lavoro è portato avanti con impegno e costanza.

Alcune tecniche però, lavorando in modo specifico sui diversi aspetti energetici, potrebbero risultare inappropriate, poiché ognuno di noi manifesta una costituzione prevalente e a volte delle disarmonie particolari. In tal caso sono importanti le indicazioni di un insegnante che con la sua esperienza sappia individuare le criticità e consigliare la tecnica più adatta in quel momento.

Continua nel prossimo articolo…!

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

E’ Presidente dell’ A.S.D Meihua il vento sopra il lago che si occupa dell’insegnamento e della diffusione delle discipline orientali.

Scrittrice del libro “Pillole di Lunga Vita guida introduttiva al Qi Gong e al Taiji Quan”.

Seguila sui suoi social:

Pagina Facebook Meihua il vento sopra il lago

Gruppo Facebook Meihua il vento sopra il lago Axa

profilo Instagram Daniela.DeGirolamo.Meihua

Nell’ultimo anno di vita abbiamo visto stravolgersi le nostre abitudini su tutti i piani, primo fra tutti quello relazionale e conviviale. L’attività motoria è stata penalizzata enormemente ma qualcosa di buono lo abbiamo imparato.

La campagna mediatica di terrore che è stata fatta in questi mesi, ha fatto si che ci rinchiudessimo in casa, passando dallo smart working, al divano in un attimo. Tutto va bene per proteggere la salute, ma la prima lezione che arriva dalla medicina cinese è che la salute deve essere coltivata, preservata.

Nel “Huangdi neijing” il libro interno dell’imperatore giallo pietra miliare della medicina classica cinese è scritto: “Attendere che il male si sia insediato per rimediarvi, che il disordine si sia insediato per occuparsene, è come attendere di avere sete per scavare un pozzo, attendere la battaglia per forgiare le armi.”

Come possiamo comprendere da quello che viene scritto è che il primo intervento necessario al mantenimento del nostro benessere è la prevenzione, in modo di non farci cogliere impreparati all’occorrenza. Ma come si può costruire la salute?

La salute si costruisce e si mantiene attraverso la prevenzione continua, purtroppo di prevenzione e buone abitudini se ne parla sempre molto poco, soprattutto in un periodo dove ci sarebbe una grandissima necessità di divulgare dei semplici ma fondamentali precetti, anche se per il moderno stile di vita possono risultare difficili da seguire soprattutto all’inizio.

Puoi chiederti:

Sto dormendo bene, mi sveglio riposato/a?

Sto mangiando bene, il cibo che mangio è nutriente?

Sto respirando bene? e l’aria che respiro è buona?

Mantengo il mio corpo morbido e flessibile?

La mia mente è quieta?

Mi espongo quotidianamente alla luce del sole?

Le relazioni che ho instaurato sono nutrienti per me?

Queste domande possono essere un buon punto di partenza per riflettere sulle nostre modalità di vita, forse nelle nostre abitudini quotidiane qualcosa potrebbe essere modificato positivamente per farci stare meglio.

La medicina cinese ci offre delle possibilità pratiche e rispettose per mantenere i nostri ritmi vicini il più possibile a quelli naturali al fine di mantenere il normo stato. Un operatore di medicina cinese potrebbe accompagnarvi in percorso personalizzato attraverso la pratica del Qi Gong, dell’alimentazione energetica, con il tuina oppure con agopuntura e fitoterapia nel caso vi rivolgiate ad un medico.

Partire dal normo stato ci permette un più facile adattamento.

Quest’anno io per prima ho sperimentato delle modalità che non ritenevo possibile applicare in inverno, la pratica del Taiji Quan e del Qi gong all’aperto. Il primo giorno invernale, ho sentito freddo, ho capito però come vestirmi per le lezioni successive, ho comperato un paio di scarpe da ginnastica impermeabili e con la suola più isolante per non permettere al freddo di entrare dai piedi, e non mi sono più fatta trovare impreparata utilizzando un bel cappello di lana. Ho praticato con 4° senza neanche prendere un raffreddore!

In Cina da sempre ci si allena nei parchi pubblici in ogni periodo dell’anno, di mattina molto presto prima di iniziare le attività della giornata, nel nostro territorio purtroppo scarseggiano parchi pubblici attrezzati per l’attività motoria. Praticando all’aria aperta anche in inverno non solo nella bella stagione, il mio corpo si è temprato, la mia energia difensiva si è fortificata, ho avuto l’occasione per espormi alla luce solare anche in inverno. Attraverso il Qi Gong ho fatto un lavoro costante e mirato per il rafforzamento della Wei Qi (energia difensiva), questo come effetto secondario mi ha aiutato tantissimo in primavera con le allergie. Tutto il gruppo ha potuto sperimentare un miglioramento generale del proprio benessere. Il rapporto con la natura si è fatto più vicino, vivo, armonico, rispettoso dei tempi e dei modi.

La legge fondamentale del Taoismo è che tutto cambia, ogni cosa è destinata immutabilmente al cambiamento, e ciò che non si trasforma muore. Questa esperienza di limitazione sociale ha offerto una formidabile opportunità alla nostra trasformazione, è la nostra capacità di azione o di non azione nella vita che può fare la differenza.

E Tu, senti la necessita di cambiare e prenderti cura di te?

1) Ti sei data molto da fare per diffondere la conoscenza del Qi Gong attraverso il tuo blog “Praticare Qi Gong” ed attraverso il gruppo facebook “Guarire con il Qi Gong (gruppo di dibattiti e scambi sul Qigong)” quali sono i benefici che le persone possono trarre dalla pratica, davvero si può guarire?

La mia passione e il mio amore per la diffusione del Qigong mi hanno portato alla creazione di spazi sui social ma soprattutto alla fondazione di un blog in cui ho riversato buona parte dei miei scritti. Io credo moltissimo nella condivisione e nello scambio di esperienze perché queste ultime, unitamente alle testimonianze di guarigione che fortunatamente avvengono, sono parte della linfa di cui i praticanti si nutrono. Ritengo che la guarigione non sia l’obiettivo unico della pratica del Qigong : guarire è una fra le possibilità che il qigong ci offre. Parlando esclusivamente di guarigione ricordiamoci che può essere frustrante, per chi pratica, non raggiungere l’obiettivo desiderato e/o paragonarsi a qualche altro che invece ci riesce. Il Qigong è un percorso assolutamente individuale e la guarigione può essere sia quella del corpo che quella della mente. A volte è necessario cambiare prima la personale visione delle cose per comunicare con il corpo e indirizzarvi correttamente il flusso di energia che guarisce. Io ritengo comunque che sempre, ogni sessione di pratica, apporta un cambiamento all’interno del praticante, nonostante quest’ultimo possa non accorgersene.

2) Come si inquadra quella che in occidente viene definita malattia in Medicina Cinese?

La malattia è sempre sintomo di uno squilibrio, indipendentemente dalle cause che l’hanno provocata, ma è anche segno della reazione dell’organismo che lotta spontaneamente orientandosi verso la guarigione. Senza entrare nel merito della natura della malattia, poiché ci dilungheremmo davvero tanto, mi sento invece di poter suggerire che il Qigong è un ottimo alleato nel ripristinare l’equilibrio armonioso di yin e yang al nostro interno affinché nessuno dei due prevalga sull’altro. A questo proposito, si rivelano decisive le diagnosi energetiche, poiché sulla base di esse si può stilare un programma di esercizi finalizzati al recupero della salute e personalizzati sul praticante. Il Qigong si può associare come ho avuto modo di sostenere più volte, alla medicina convenzionale, all’interno di programmi di recupero, di riabilitazione, di rigenerazione dopo stati di malattia. L’aspetto su cui mi preme soffermarmi è quello della prevenzione: il Qigong praticato da individui già in salute, aiuta a preservarne lo stato rinforzando l’organismo e le sue risposte immunitarie, provvedendo a mantenere equilibrate le reazioni emotive agli eventi e impedendo che reazioni smisurate diventino patologiche trasformandosi in malattia.

Nel libro “Medicina Tradizionale Cinese e Sunzibingfa: strategie e tecniche dell’Arte della Guerra applicate al Qigong” che è la trasposizione della mia tesi come Operatore Qigong, l’argomento è trattato ampiamente e si discute anche di come far fronte alla malattia.

3) Sei riuscita a portare il Qi Gong nella scuola proponendolo ai ragazzi, ti va di raccontarci questa esperienza?

L’esperienza è stata coinvolgente. Ovviamente tutto va dosato a seconda dell’età dei piccoli praticanti (io insegno alla scuola media) e quindi alle tecniche statiche è necessario affiancare quelle dinamiche affinché ci sia il giusto bilanciamento e non si perda un certo aspetto “ludico” che, tuttavia, è ludico solo in apparenza. Il divertimento e la semplicità dei ragazzi che intervengono con curiosità alla pratica è un esempio che dovremmo seguire pertanto in questo mi sono sentita discente. C’è sempre da imparare.

4) Ci sono stati nella tua esperienza dei momenti di allontanamento o di rallentamento nella pratica personale e cosa ti ha spinto eventualmente a ricominciare?

Sì, eccome! Ho abbandonato del tutto la pratica per qualche anno in seguito a delusioni ricevute nell’ambiente e ho fatto fatica a ridare credibilità alla figura di un maestro. Ancora oggi risento i postumi di questa situazione tuttavia la richiesta di aiuto di un amico alla sua guarigione e la pratica del faqi (andata con mia somma gioia a buon fine) mi hanno ridato grinta e speranza. Spero di riprendere al più presto in maniera fattiva la stesura del mio nuovo volume… l’editore aspetta già da un po’!

5) L’ultima è una domanda a piacere dove puoi scegliere tu stessa un argomento che ti sta a cuore e di cui ti piacerebbe palare.

Più che una domanda il mio è un appello, alla condivisione di esperienze, di pratiche, di dubbi, di sapere, di conoscenze e un invito a superare le divisioni fra scuole a favore del sentirsi “famiglia” di praticanti unita nel medesimo campo di Qi.

Informazioni di contatto per la Maestra Paola Borruso

https://praticareqigong.wordpress.com/

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

E’ Presidente dell’ A.S.D Meihua il vento sopra il lago che si occupa dell’insegnamento e della diffusione delle discipline orientali.

Scrittrice del libro “Pillole di Lunga Vita guida introduttiva al Qi Gong e al Taiji Quan”.

Seguila sui suoi social:

Pagina Facebook Meihua il vento sopra il lago

Gruppo Facebook “Gruppo Meihua il vento sopra il lago”

Instagram daniela.degirolamo.meihua

1) Il Qi Gong è una disciplina ancora poco diffusa, come è iniziata la tua storia con il Qi Gong e la Medicina Cinese?

Il mio approccio con la MTC e di conseguenza con il Qigong si deve ad un fastidiosissimo problema di emicrania che mi portavo dietro da lungo tempo, praticamente dall’adolescenza fino ai miei trent’anni circa. Ricordo che, dopo aver tentato di tutto e di più, fu mio padre ad indirizzarmi ad un medico agopuntore in periodi ancora non sospetti, quando la medicina olistica era davvero lontana dal mio modo di essere e di pensare. Praticando lo studio medico di agopuntura venni a conoscenza, da una locandina lì esposta, dell’esistenza del Qigong e da lì iniziai a chiedere, a leggere e documentarmi: i principi mi interessarono e incuriosirono parecchio. Sentivo istintivamente che era una strada che volevo percorrere, anche indipendentemente dalla mia possibilità di guarigione. Era come se una forza invisibile muovesse i miei passi verso un cammino affascinante e al tempo stesso sconosciuto. Da lì a poco mi iscrissi ad un corso settimanale e, tempo dopo, ad un corso triennale per Operatori Qigong al quale seguirono poi altre specializzazioni che mi portarono ad essere insegnante e formatrice.

2) Con quale o quali Maestri ti sei formata e per quale motivo sono stati importanti?

Ho inizialmente iniziato a praticare Qigong presso il centro l’Espace di Palermo che proponeva dei corsi settimanali sotto la direzione di Giovanni Zappulla. Come operatrice e docente mi sono formata presso l’Associazione Qi di Palermo cui ho successivamente avuto la possibilità di collaborare come docente. Attraverso il team di insegnanti dell’Associazione Qi (Vito Marino, Francesca Pasta, Ramon Testa) ho avuto modo di praticare con la maestra Li Suping, il maestro Liu Jianshee, il maestro Wei Qifeng. Dei miei maestri ho ancora un ricordo vivo per quanto riguarda la preparazione e l’esperienza, poi come capita spesso ai rapporti umani, le strade si biforcano e si dividono e ognuno impara a camminare con le proprie gambe. C’è un momento, nel qigong, in cui si dice che l’allievo diventa Maestro di se stesso: questo non a indicare un punto di arrivo ma una diversa dimensione e approccio con il proprio Sé e con la qualità della propria pratica.

3) Sei un’esperta praticante ed insegnante di Zhineng Qi Gong, molte scuole di questo stile consigliano di praticare unicamente questo tipo di Qi Gong, qual è il motivo di questa indicazione e tu cosa ne pensi al riguardo?

Questa è una bella domanda! L’ho posta spesso durante i seminari a diversi maestri e ho potuto ascoltare risposte contrastanti, finché sono approdata ad una mia visione della cosa che è quella attuale. Innanzi tutto ritengo che un buon docente, all’interno dei suoi corsi, debba necessariamente saper proporre ai suoi allievi un discreto bagaglio di metodi e “stili” (anche se non mi piace molto chiamarli così) poiché la formazione del futuro conduttore di classi/operatore/docente deve essere quanto più possibile completa. Egli deve saper intervenire a pratiche di gruppo, discussioni, congressi, seminari, e a tutte le occasioni che gli verranno proposte senza sentirsi un pesce fuor d’acqua: deve essere in grado di confrontare, paragonare, sperimentare tecniche e metodi. Questo aspetto a mio avviso è importante per il bagaglio personale di ciascuno. Ritengo anche sia necessario sperimentare metodi differenti perché solo in questo modo è possibile riconoscere quale ci calza meglio. Io non sono “un’integralista” del Zhineng Qigong, questo vuol dire che, per esempio, ai miei corsi ho proposto i broccati unitamente al laqi o alla Penqiguandingfa. Questo perché non ritengo che l’uno escluda l’altro, perché di fondo c’è sempre l’intento di lavorare con l’energia; non dimentichiamoci che il Qigong deve diventare uno stato mentale e mi piace pensare che punti all’inclusività. Nessuno vieta che, mentre pratico gli otto broccati, io possa fare Kai-he, “apri- e chiudi” con la mente. Successivamente a ciò, ritengo che ognuno possa specializzarsi in quello che sente più affine al proprio sentire: da ciò nasce la mia predilezione per il Zhineng Qigong pur praticando anche altro. Tutto dipende poi dal taglio e dall’impostazione che desidero dare alla mia pratica: potrei ad esempio scegliere di dedicare un mese al Zhineng, un altro ai sei suoni segreti e così via, ruotando metodi e tecniche ma il principio di fondo è lo stesso. Ecco perché quando mi trovo dinnanzi alla spudorata concorrenza tra scuole dall’aspetto di setta mi allontano.

4) Si dice che il Maestro Pang Ming iniziatore dello stile abbia praticato con diciannove Maestri dai quali abbia appreso le tecniche e la sua conoscenza generale del Qi Gong; con queste esperienze abbia poi ideato il Zhineng Qi Gong. Secondo te questo nuovo tipo di lavoro sull’energia è realmente innovativo e cosa lo differenzia dagli altri metodi?

Ecco, riprendendo ciò che sostenevo nel punto precedente, anche Pang Ming ha raccolto da metodi diversi. Secondo me non si deve parlare tanto di innovazione quanto di una efficacia nel raggiungere più facilmente l’obiettivo. Certe pratiche del Zhineng Qigong hanno una potenza prorompente e straordinaria, i risultati si apprezzano visibilmente e forse si raggiungono più velocemente ma se ci pensiamo… noi realizziamo ciò in cui crediamo, pertanto ritorniamo al punto di cui sopra. Fra l’altro, mi permetterei di osservare che un grande ruolo è giocato dalla mente: questo si può apprezzare in pratiche eseguite da gente con evidenti limiti fisici, allettate, che tuttavia riescono a raggiungere miglioramenti e/o guarigione pur non padroneggiando alla perfezione la tecnica. È il modo in cui viene indirizzata la mente che può fare la differenza ma in ciò non mi sento assolutamente di affermare che un metodo è assolutamente migliore di un altro. Piuttosto vorrei parlare in termini di volontà: ecco, su questa sì che possiamo fare una differenza: volontà e fiducia perseveranti credo siano il segreto per ottenere i risultati sperati indipendentemente dal metodo.

5) Tra i tuoi interessi ed attività di insegnamento è arrivata anche la mindfulness, puoi raccontarci di cosa si tratta e che legami ci sono col il Qi Gong?

La Mindfulness è entrata nel mio bagaglio di conoscenze e ne ho utilizzato le tecniche all’interno di progetti scolastici che sto attualmente portando avanti. Come disciplina è stata “codificata” in tempi recenti ma le pratiche di consapevolezza, del recupero del “qui e ora”, della valorizzazione del presente, affondano anch’esse le radici nella tradizione orientale e buddistica, quindi ritroviamo affinità con certi atteggiamenti mentali proposti dal Qigong. Il rischio che corrono tutte queste discipline però sta nella loro mercificazione, invece sono preziose opportunità per un lavoro di consapevolezza.

Continua nel prossimo articolo….

Informazioni di contatto per la Maestra Paola Borruso

https://praticareqigong.wordpress.com/

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

E’ Presidente dell’ A.S.D Meihua il vento sopra il lago che si occupa dell’insegnamento e della diffusione delle discipline orientali.

Scrittrice del libro “Pillole di Lunga Vita guida introduttiva al Qi Gong e al Taiji Quan”.

Seguila sui suoi social:

Pagina Facebook Meihua il vento sopra il lago

Gruppo Facebook “Gruppo Meihua il vento sopra il lago”

Instagram daniela.degirolamo.meihua

Nella medicina cinese quando si parla di Seconda Primavera di parla di menopausa in un’accezione completamente differente rispetto al modo di viverla del mondo occidentale. Nello scorso articolo ci eravamo lasciate dicendo che questo periodo della vita della donna vede un generale impoverimento dell’energia soprattutto a carico di Rene e di Milza per questo motivo Qi e Sangue vengono rivolti al sostentamento degli organi interni a discapito della fertilità.

La Menopausa è un passaggio fisiologico per la donna e per tale motivo dovrebbe essere vissuta con naturalezza e non come un evento avverso e di perdita (della fertilità, della bellezza, delle capacità in generale). Nella chiave della medicina cinese ma anche in quella occidentale nell’ottica delle neuroscienze, Il modo di vivere questa fase naturale ed evolutiva dell’esistenza sarà conseguenza anche dell’entità dei disturbi ai quali la donna sarà soggetta. Questo accade per l’influenza che le emozioni esercitano sul sistema psicofisico: nella medicina cinese gli squilibri apportati dalle emozioni vengono chiamati patogeni interni. Le emozioni quali la rabbia, la gioia intensa, la rimuginazione, la tristezza, la paura e lo shock possono essere causa di malattia se non fluiscono liberamente, ognuna di queste portata all’eccesso o, non espressa, porta ad alterazione del Qi. Più la nostra energia sarà in disequilibrio più la sintomatologia sarà accentuata. Per vivere al meglio questa trasformazione è necessario quindi osservare la menopausa con mente serena, con positività e fiducia. Accettare il climaterio significa accettare il cambiamento.

La Seconda Primavera segna il momento di una nuova nascita, di una rinascita. In Cina ma in oriente in generale tradizionalmente gli anziani vengono onorati in quanto sono custodi di saggezza.

Questo momento di trasformazione si sviluppa nell’arco di alcuni mesi oppure anni interessando sia il piano fisico che psico spirituale non limitandosi unicamente all’interruzione del ciclo mestruale. Generalmente una donna viene considerata in menopausa dopo l’assenza del ciclo mestruale per circa un anno ma è già da prima che i cambiamenti hanno inizio.

Come abbiamo detto Il Sangue che non viene più disperso con le Acque Lunari viene riversato all’interno per nutrire tutti gli organi ed il Cuore. Il Cuore nel sistema di organi stato rappresenta l’Imperatore, colui che ha un legame diretto con il Cielo, nel Cuore risiede lo Shen lo spirito Celeste portatore di Gioia ed è attraverso il Sangue che vengono diffusi i rallegramenti. Con il Sangue che si concentra all’interno inizia una fase di crescita spirituale dove sarà possibile sviluppare le proprie inclinazioni, ed è in questo momento della vita che molte donne decidono di dedicarsi alla Meditazione, al Qi Gong ed al Taiji Quan per sviluppare la parte più spirituale della propria esistenza. E’ in questo momento che la donna è al pieno delle proprie capacità, ora può mettere a frutto tutte le capacità yang acquisite nella sua esistenza lasciando spazio alle capacità yin e può vivere liberamente tra lo spazio interiore e quello esteriore, tra il dentro ed il fuori. La Seconda Primavera è quindi un momento di grande capacità e di libertà dell’essere.

Possiamo prepararci al meglio ad accogliere questa grande opportunità, come si dice, chi ben comincia è a metà dell’opera!

Inizia già da ora a prenderti cura di te, a preparare la tua energia in modo arrivare in equilibrio a questo momento di grande rivoluzione. Ti suggerisco di trovare del tempo per te da dedicarti con amore, inizia a muovere il corpo con consapevolezza per risvegliarlo e ricorda che “il cardine della porta che si apre non fa mai la ruggine!”.

La tecnica di qi gong della Ragazza di Giada può essere praticata dalla prima mestruazione fino a tutta la menopausa, è una tecnica dinamica che lavora in particolar modo su Rene, Fegato, Milza e Cuore, sui canali Ren Mai e Chong Mai, è una tecnica che si prende cura in maniera mirata dell’energia della donna. Le persone che hanno praticato regolarmente questa tecnica hanno avuto scarsi disturbi legati al climaterio, essendo però una tecnica ancora poco diffusa potrebbe essere difficile trovare dei corsi, in questo caso sarà possibile ricorrere ad altre tecniche di qi gong.

Fortunatamente il Qi gong lavora sempre sulla persona in maniera globale, si dimostra un’ottima alleata anche la tecnica dei cinque animali dove ogni animale si occupa della presa in carico dei un organo ed il suo relativo viscere, questa tecnica dinamica e giocosa è in grado di offrire ottimi risultati.

Alcuni automassaggi possono essere utili, soprattutto se praticati alla fine di una sessione di Qi Gong, massaggiare i Reni, le Orecchie è sempre indicato per tonificare la vitalità.

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

E’ Presidente dell’ A.S.D Meihua il vento sopra il lago che si occupa dell’insegnamento e della diffusione delle discipline orientali.

Scrittrice del libro “Pillole di Lunga Vita, guida introduttiva al Qi Gong e al Taiji Quan”.

Seguila sui suoi social:

Pagina Facebook Meihua il vento sopra il lago

Gruppo Facebook Gruppo Meihua il vento sopra il lago

profilo Instagram Daniela.DeGirolamo.Meihua

1) È corretto creare una divisione tra stili interni e stili esterni?

La classificazione tra stili esterni e interni è molto più recente rispetto ai tempi in cui andavano strutturandosi gli stili più famosi come Taijiquan, Baguaquan, Tongbeiquan e tanti altri. Può essere ancora utile per i principianti che hanno così la possibilità di individuare rapidamente le caratteristiche più evidenti delle varie scuole, ma via via che aumenta la conoscenza di uno stile, via via che si sale sulla montagna della metafora precedente, la distinzione esterno/interno perde sempre più di significato fino a scomparire del tutto non appena si sarà realizzato che non può esistere il duro senza il morbido e viceversa, il lento senza il veloce e viceversa, il calmo senza l’irruento, e viceversa e così via.

2) Che differenza c’è nel Wushu tra gli stili tradizionali ed il moderno?

Il wushu moderno potremmo dire che oggi è solo un simulacro di quello tradizionale, nel senso che il suo processo di rapidissima evoluzione degli ultimi 30 anni ha fatto sì che questi due mondi si allontanassero sempre più, soprattutto per quanto riguarda le loro finalità.

Gli stili moderni nascono con l’apposito intento di permettere ai praticanti di misurarsi in competizioni con regolamenti standardizzati; nel giro di pochi decenni l’aspetto sportivo/atletico/coreografico è diventato sempre più prevalente su quello tecnico/marziale. Oggi gli atleti di wushu moderno sono sportivi eccezionali con capacità atletiche che si avvicinano sempre più a quelle della ginnastica artistica; i lunghi, incessanti e duri allenamenti sono finalizzati ad ottenere il massimo risultato in una rappresentazione coreografica che dura in media 1 minuto e trenta, anni di allenamento per una performance di 90 secondi! Questi ritmi possono essere tenuti ad alto livello fino a circa 30 anni dopodiché comincia una rapida discesa del livello delle prestazioni.

Basterebbe questo a capire il contrasto con quanto dicevamo precedentemente sulle AM tradizionali, che invece prevedono una lunga e continua sedimentazione che dura tutta una vita, fino anche alla terza età, e contribuiscono al benessere psico-fisico. D’altra parte bisogna sottolineare che chi ha un background di anni di stili moderni alle spalle, ha una marcia in più per affrontare il lavoro degli stili tradizionali e qualunque altra attività sportiva e marziale.

3) Lei è stato in Cina in diversi viaggi studio, come sono state queste esperienze? Pensa sia possibile permanere uno o due mesi in Cina e tornare dei Maestri di Arti Marziali come spesso si sente dire?

Ogni viaggio in Cina è un’esperienza meravigliosa che porto nel cuore in maniera indelebile, tutti gli appassionati di arti marziali dovrebbero farlo almeno una volta nella vita, ma immaginare di tornare “Maestri” dopo un viaggio in Cina è francamente un nonsenso proprio alla luce di quanto abbiamo detto precedentemente su tempo e perseveranza. Poi bisogna pure dire che un mese o due spesi in Cina per allenarsi sono estremamente più proficui per un esperto che sa dove e come muoversi e, soprattutto, per chi è in grado di rendersi conto del livello di conoscenza che possiedono i Maestri a cui ci si rivolge (ammesso che questi accettino di impartire insegnamenti).

4) Come si inquadra il lavoro di Qigong all’interno delle Arti Marziali cinesi?

Tutti gli aspetti della cultura cinese sono strettamente legati tra loro, si può dire che “tutto è in tutto” per sintetizzare questa interrelazione: dalla medicina tradizionale alle arti marziali, dalla poesia alla filosofia, fino alle strategie per condurre una guerra. Tutto poggia su un gruppo invariante e relativamente ristretto di principi universali: la filosofia del Taiji o della “Polarità suprema” (incessante mutazione reciproca e complementarità delle due polarità opposte Yin e Yang in tutti gli aspetti della natura), la teoria dei “5 movimenti” (più nota in occidente come “teoria dei 5 elementi”), la teoria degli “otto trigrammi” (Bagua) e così via.

In questa sorprendente omogeneità teorica esiste un intreccio particolarmente stretto tra medicina tradizionale, arti marziali e Qigong che forma una vera e propria “ghirlanda brillante”. Le arti marziali infatti sviluppano in particolare tre aspetti in particolare dell’essere umano: il primo, che potremmo definire “materiale” è il miglioramento delle capacità di autodifesa, il secondo è il miglioramento delle proprie condizioni di salute grazie all’esercizio e all’irrobustimento del corpo e al miglioramento dell’equilibrio psico-fisico. Questi due fattori portano nel tempo ad un terzo e più generale miglioramento della personalità e della consapevolezza di sé e del proprio ruolo come parte dell’universo. Ora, se guardiamo gli stadi attraverso cui passa il lavoro del Qigong, che di fatto è una ginnastica che affonda i sui principi nella medicina tradizionale, ci accorgiamo che sono speculari a quelli appena descritti per le AM.

Infatti il Qigong lavora in maniera progressiva sui tre aspetti di Tiao Shen (regolazione del corpo e della struttura), Tiao Xi (regolazione del respiro/soffio o “energia”) e Tiao Xin (regolazione dello spirito/mente).

5) Con la pandemia da Covid 19 vediamo le palestre chiuse ormai da un anno; nell’immaginario collettivo in Cina ci si allena la mattina presto nei parchi, come sono strutturati gli allenamenti nella realtà e si sono sempre tenuti in questo modo?

Una delle cose più belle viste in Cina nei miei viaggi insieme ai miei Maestri è proprio l’eccezionale frequentazione dei parchi pubblici da parte dei cinesi la mattina molto presto (dalle 6 o anche prima). Fare una passeggiata in un parco pubblico in queste ore è il modo migliore per trovarsi a stretto contatto con un aspetto fondamentale per la cultura cinese: la consapevolezza profonda che movimento è vita. Come in un museo delle scienze motorie a cielo aperto infatti, in un parco cinese si può vedere una moltitudine di persone di ogni età praticare ogni tipo di attività motoria, dalla danza alle AM, dal Qigong al Badminton passando per ogni forma di ginnastica.

Ogni Maestro delle scuole tradizionali ha di solito un angolo o una piazzola dove insegna o si allena prima di iniziare le attività della giornata.

Secondo i miei Maestri, che hanno potuto osservare queste realtà in un lungo arco di anni, almeno per quanto riguarda le AM tradizionali si tratta però di un fenomeno che subisce un lento ma inesorabile declino, probabilmente a causa della sempre maggiore occidentalizzazione dei costumi ed anche forse per il fatto che già da un po’ i Maestri in Cina hanno la possibilità di insegnare in palestre “private” come da noi in occidente.

Ora che il mondo intero si trova a gestire la pandemia del Covid, si potrebbe riprendere la modalità cinese dell’allenamento nei parchi anche in occidente soprattutto alla luce delle recenti conferme scientifiche sull’ indebolimento del virus all’aperto con conseguente riduzione dei contagi.

Per info e contatti del M. Cannillo

www.tongyuan.it

www.icxj.it

www.youtube.com/c/tongyuanwushu

https://www.facebook.com/search/top?q=Tong{1a45b2603bf1d882f602ab353c803364da84d1f358aa13796bc7af95bbd36e2c}20Yuan{1a45b2603bf1d882f602ab353c803364da84d1f358aa13796bc7af95bbd36e2c}20Wushu{1a45b2603bf1d882f602ab353c803364da84d1f358aa13796bc7af95bbd36e2c}20Lombardia

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

E’ Presidente dell’ A.S.D Meihua il vento sopra il lago che si occupa dell’insegnamento e della diffusione delle discipline orientali.

Scrittrice del libro “Pillole di Lunga Vita guida introduttiva al Qi Gong e al Taiji Quan”.

Seguila sui suoi social:

Pagina Facebook Meihua il vento sopra il lago

Gruppo Facebook “Gruppo Meihua il vento sopra il lago”

Instagram daniela.degirolamo.meihua