1°) Conosci molte tecniche di Qi Gong anche di stili differenti, pensi che una sia più efficace di un’altra?

Il discorso è complesso. In linea generale ogni tecnica di Qigong ha valore ed efficacia. Con le tecniche dinamiche si lavora sullo scioglimento articolare, sul coordinamento, sul respiro e si esercita quasi sempre una sorta di massaggio interno, per cui gli organi vengono irrorati di sangue, liquidi e Qi; con le forme statiche si perfeziona la postura, si accresce maggiormente la circolazione di Qi interna e si esercita la consapevolezza di sé. In ogni caso è bene praticare entrambe le modalità.

A causa però delle differenze peculiari di ognuno di noi, energetiche, fisiche e psichiche, è possibile che una tecnica risulti più benefica per una persona e meno per un’altra.

Difatti alcuni esercizi, pur agendo in modo globale sull’organismo, operano nello specifico su particolari organi e ambiti energetici, oppure sul sangue, sullo yin o sullo yang, su alcune emozioni piuttosto che altre, o possono essere più adatti alla tonificazione o alla purificazione.

Pertanto il Qigong può essere utilizzato in modo mirato per ciascuno di noi, in funzione della propria costituzione energetica o di personali squilibri, per prevenire eventuali situazioni disarmoniche o portare miglioramento ai disturbi di salute.

6) Sei docente e fondatrice della scuola di formazione Qi Gong “I Giardini del Tao” puoi dirci qual è il ruolo dell’operatore Qi Gong?

Vorrei prima di tutto dire che la Scuola I Giardini del Tao rappresenta la concretizzazione di un’idea che per anni aveva illuminato la mia pratica quotidiana di Qigong: quella di poter trasmettere gli insegnamenti del mio primo Maestro Wang Ting Jun e degli altri maestri da cui nel tempo avevo appreso questa bellissima Arte di salute, per il benessere e l’evoluzione interiore di più persone possibili. Come un semino… dopo alcuni anni quel proposito è germogliato, concretizzandosi ormai da tempo nella scuola fondata insieme a Laura Rubrianti, che è ancora in continua crescita e trasformazione. La Scuola I Giardini del Tao è a tutti gli effetti una creatura vivente, che progredisce grazie all’impegno gioioso e pieno di amore degli insegnanti e grazie all’entusiasmo, al lavoro e alla partecipazione attiva degli allievi.

Quindi sento che il ruolo dell’operatore sia quello di diffondere il Qigong e i principi della Medicina Cinese, tra cui il concetto dell’essere umano quale espressione e crogiuolo alchemico tra le energie yin della terra e quelle yang del cielo, in perenne mutamento.

L’operatore arricchisce l’insegnamento con la propria esperienza e accompagna gli allievi nella scoperta di un personale percorso di consapevolezza, di salute e di vita, affinché abbiano la possibilità di trovare in se stessi l’opportunità di un auto-trattamento fondato sulla guarigione dell’anima, intesa come cammino di realizzazione personale, in accordo con il proprio mandato celeste.

Inoltre è molto importante che l’operatore sia cosciente dei propri limiti e da essi tragga forza, poiché il suo ruolo è quello di trasmettere e nello stesso tempo di apprendere dall’insegnamento e dagli allievi stessi, grazie ad un continuo scambio per una crescita comune.

7) L’apparato energetico del bambino e dell’adulto sono differenti, cosa è adatto e benefico per i bambini?

Come sappiamo i bambini sono generalmente vivaci, ed esprimono in tal modo una vitalità molto più abbondante e fresca rispetto a quella degli adulti. Difatti l’apparato energetico dell’età infantile manifesta prevalentemente una forte energia espansiva con caratteristiche yang, simile a quelle della primavera, dell’aurora, dei boccioli, delle piantine che con forza spingono per farsi largo nelle pieghe della terra per raggiungere la luce del sole e vivere. Tali proprietà sono quelle dello Yang nascente che avanza nello Yin e corrispondono al Movimento Legno. Questo aspetto di lieve squilibrio è fisiologico nell’infanzia e va naturalmente sostenuto. Potrebbe in alcuni casi trasformarsi in un esubero eccessivo dei Movimenti Legno e Fuoco e della qualità energetica yang, e portare ad agitazione e iperattività. Allora sarà bene tonificare l’aspetto Yin in vari modi, ad esempio con dei massaggi nella zona lombare per rinforzare il Rene ed ancorare il Vento.

Indubbiamente però ogni bambino presenta delle caratteristiche peculiari all’interno di questa situazione più generale, mostrando una costituzione prevalente nell’ambito dei Cinque Movimenti, che porta alla luce l’aspetto personale più profondo, di provenienza del “Cielo anteriore” ed ereditato dai genitori.

Sostenere ed incoraggiare le particolarità proprie di ogni costituzione è fondamentale per permettere al bambino di esprimere al meglio la sua natura e poter attuare i propri talenti, con grande beneficio per la salute e per l’equilibrio psicofisico anche della futura età adulta.

Il Qigong può essere uno strumento straordinario per far tornare i bambini in contatto con una dimensione umana più vicina al corso naturale delle cose e alla propria essenza, da cui purtroppo la cultura e la società contemporanee tendono a distanziarli.

A tal proposito, nella Scuola I Giardini del Tao abbiamo ideato il Metodo Tao Bao®, le cui linee guida sono contenute nel libro Il Percorso di Bao. Il Metodo caratterizza il Corso per Istruttori di Qigong per bambini, strutturato in modo da formare operatori che possano accompagnare e sostenere i nostri piccoli meravigliosi esseri nella loro complessità di corpo mente e spirito, secondo la visione più ampia della Medicina Cinese.

8) La tua prima professione è stata quella di architetto, che cosa significa avere una lettura energetica degli ambienti e che relazione c’è con il Qi gong?

Sì. Ho sempre avvertito l’importanza di creare o trasformare gli ambienti domestici o di lavoro rispettando le caratteristiche e le esigenze peculiari di chi li avrebbe poi abitati o vissuti in qualche modo. Incontrare e approfondire il Feng Shui è stato come entrare in un mondo straordinario, in cui è possibile condurre una lettura particolare degli spazi abitativi, del paesaggio circostante (naturale o edificato) e di chi vi abita, al fine di correlare in modo armonioso tutti questi elementi come in una sinfonia energetica.

Inoltre il Feng Shui e il Qigong sono in sintonia: si fondano sugli stessi principi filosofici e cosmologici taoisti e sulle regole della Medicina Cinese, condividono le idee di Qi, dei Cinque Movimenti Energetici, della polarità Yin/Yang, dei flussi di Qi, di eccesso e difetto, di tonificazione e dispersione… la differenza è il campo d’applicazione: con il Qigong si lavora direttamente sull’essere umano, mentre il Feng Shui si occupa della casa e dell’ambiente, sempre al fine di portare benessere ed evoluzione in chi vi abita.

A tal proposito, avendo la fortuna e il piacere di conoscere e praticare entrambe queste Arti, ho portato avanti uno studio comparato e ho visto che il loro uso contemporaneo permette una conoscenza della persona ancora più approfondita e conseguentemente offre la possibilità di seguire un percorso evolutivo, preventivo e di benessere ancora più importante.

Operare sugli ambienti a livello energetico significa eseguire sulla casa un esame secondo i principi della Medicina Cinese, per poi applicare dei rimedi di armonizzazione grazie all’utilizzo di forme, colori, materiali, orientamento, distribuzione e destinazione d’uso dei vari locali.

La stretta relazione tra la persona e il luogo in cui vive o lavora fa sì che si influenzino reciprocamente: la casa esprime l’essenza di chi vi abita e nello stesso tempo gli infonde le proprie peculiarità energetiche, che saranno più o meno benefiche a seconda dell’armonia che l’edificato ha con i cicli della natura, con la polarità Yin/Yang, con l’esposizione solare e con i Cinque Movimenti.

Nel Qigong si parla di vuoto del Cuore. Analogamente il Feng Shui considera il baricentro come il Cuore della casa, e offre diverse indicazioni per valorizzarlo e lasciarlo libero da eventuali blocchi e creare così ilvuoto del Cuore… della casa, per permettere al Qi di circolare liberamente e diffondere il proprio nutrimento a tutti gli ambienti.

Un appartamento può mostrare la prevalenza di un Movimento e la carenza di un altro,

oppure può presentarsi caotico e pieno di oggetti inutili: in tal caso il libero fluire del Qi viene impedito e questi disordini energetici avranno un’influenza anche sulla persona a vari livelli. Allora sarà positivo lavorare sulla casa con il Feng Shui per favorire i flussi energetici e ripristinare l’armonia generale. Se è possibile poi integrare con la pratica del Qigong, il lavoro sarà generale e gli effetti ancora più intensi.

In conclusione, queste due Arti sono degli strumenti meravigliosi che lavorano a livello sottile per l’evoluzione personale e per il benessere fisico, emozionale e spirituale, e ancor di più se utilizzati in sinergia.

Nel libro La Casa che vorrei, scritto in collaborazione con Mauro Pedone, musicoterapeuta ed esperto di aromaterapia, vengono esposte approfonditamente e in modo semplice tutte queste tematiche.

9) C’è un pensiero che vuoi condividere in questo periodo storico così “particolare”?

Sì. “Viaggiare” leggeri, coltivando il valore della comunità, con amore, rispetto e gratitudine.

Informazioni di contatto per la Maestra Maria Vaglio

https://energieinmovimento.net/

m_vaglio@libero.it

https://www.formazioneqigong-igiardinideltao.it/

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

E’ Presidente dell’ A.S.D Meihua il vento sopra il lago che si occupa dell’insegnamento e della diffusione delle discipline orientali.

Scrittrice del libro “Pillole di Lunga Vita guida introduttiva al Qi Gong e al Taiji Quan”.

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La meditazione è spesso vista come qualcosa di fermo, statico, qualcosa per cui dobbiamo sederci in una stanza silenziosa, chiudere gli occhi e … e poi?

Quante volte ci siamo chiesti: poi cosa devo fare? Come faccio a non pensare? Come posso mantenere la mia mente silenziosa?

Eppure non è questo che ci viene richiesto dalla meditazione, quello che ci viene richiesto è essere completamente presenti a noi stessi. Essere testimoni dei nostri pensieri e non farci trascinare da essi fra le fluttuazioni della nostra mente.

Allora in queste vacanze estive, dove possiamo forse dedicarci qualche minuto al giorno, proviamo ad essere presenti nei nostri gesti quotidiani, proviamo a non perdere il contatto con il momento presente e a rimanere osservatori attenti di ciò che ci accade, ma anche di ciò che ci distrae.

Riconoscere i nostri pensieri disturbanti può essere davvero molto utile, non dobbiamo far altro che accoglierli, senza giudicarli, per riportare poi la mente per mano, dolcemente, alla presenza.

Proviamo allora ad affrontare azioni semplici della nostra vita, come il semplice camminare, con una nuova consapevolezza. La meditazione camminata ci aiuta a mantenere la presenza attiva della mente perché ci concentriamo su qualcosa di pratico, di fisico.

Quando ci spostiamo da un luogo all’altro a piedi, cosa che già di per se è purtroppo un privilegio in questo tempo veloce in cui stiamo sempre correndo da qualche parte, chiedendoci se ciò che abbiamo concluso è stato fatto come si doveva, e facendo il punto su ciò che stiamo andando a fare, portiamo completa attenzione alle azioni che stiamo compiendo, al momento presente.

Prendiamoci un attimo prima di iniziare, chiudiamo gli occhi e rimaniamo in ascolto del corpo per qualche respiro. Quando ci sentiamo connessi davvero con noi stessi, quando riusciamo a fluire attraverso il respiro, allora iniziamo la nostra scoperta.

Osserviamo il peso del nostro corpo che dal tallone si sposta lentamente sulla pianta del piede e poi al centro e sull’avampiede per poi poggiarsi sulle dita. Osserviamo le sensazioni che proviamo in questa azione automatica nel momento in cui la osserviamo, la sentiamo. Cosa succede quando l’altro piede inizia a sollevarsi? Notiamo tutti i muscoli coinvolti in questo susseguirsi di movimenti così meravigliosamente coordinati l’uno con l’altro. Soffermiamoci anche a osservare l’equilibrio perché, se facciamo attenzione, ci accorgeremo che in questo semplice processo del camminare, ha una grandissima importanza.

Nel mettere un piede davanti all’altro esiste un momento impercettibile in cui l’equilibrio viene a mancare, in cui ci troviamo sbilanciati in avanti, un attimo di incertezza del corpo di cui non facciamo in tempo ad accorgerci. Con fiducia il passo successivo si compie, ogni volta. Questa attitudine meravigliosa ci è richiesta nella vita quando ci facciamo guidare dal cuore nelle nostre scelte. Quando con fiducia scegliamo di correre il rischio in prospettiva di qualcosa di più grande. Quell’attimo in cui non abbiamo nessuna certezza di riuscita eppure sentiamo che stiamo facendo la cosa giusta e rimaniamo per un attimo sospesi nel vuoto, in attesa che il passo successivo poggi su una superficie stabile e sicura.

L’atto di camminare è così interiorizzato da essere divenuto automatico, ricolleghiamoci con le sensazioni che ci dà, perché seppur meccanicamente questo atto è acquisito, le sensazioni che proviamo sono sempre diverse.

Questa modalità di attenzione può essere portata in ogni azione abitudinaria della nostra vita, questa è la meditazione, questo è vivere lo yoga.

Carola Fontana è un’insegnante di yoga formata presso la scuola Amrita Yoga Classic e presso la scuola di Hatha Tantra Yoga di Radhasamadhi yoga e Ayurveda.

Riflessologa plantare, massaggiatrice Ayurvedica, operatrice Reiki.

Docente presso l’associazione Meihua il vento sopra il lago

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Con grande gioia vi presento l’intervista di Maria Vaglio una delle mie due Maestre. Di Maria apprezzo molto la sua onestà ed il suo grande cuore, virtù oggi assai rare e preziose. Spero che la sua esperienza e la sua competenza possa essere utile anche a voi.

1) Il Qi Gong è una disciplina ancora poco conosciuta, come ne sei venuta in contatto?

Sì, il Qigong qui in Occidente è meno diffuso rispetto ad altre discipline orientali, tuttavia in questi ultimi anni vi è stato un incremento di interesse addirittura esponenziale e molte più persone rispetto al passato iniziano a studiarlo e a praticarlo poiché ne sperimentano i benefici, forse anche grazie all’impegno costante di tanti insegnanti che con amore cercano di diffonderlo il più possibile.

Personalmente ne venni a conoscenza nel 1991. In seguito a dei disturbi alle ginocchia piuttosto fastidiosi che avevo tentato di risolvere per lungo tempo con fisioterapia e ginnastica di potenziamento muscolare dietro indicazioni di specialisti, senza però averne buon esito, decisi di interrompere tutti i trattamenti portati avanti fino a quel momento, e di continuare esclusivamente con della ginnastica dolce. Quindi parlando con dei conoscenti, mi fu indicato un insegnante cinese che per alcuni mesi all’anno insegnava qui in Italia il Qigong. All’epoca non sapevo nemmeno di cosa si trattasse, però sentivo di voler provare, così iniziò la mia avventura meravigliosa conoscendo il Maestro Wang Ting Jun che con passione trasmetteva la cosiddetta Arte di lunga Vita. L’impegno fu importante, poiché richiedeva tre lezioni a settimana di un’ora e mezza però, malgrado stessi ancora studiando per laurearmi e quindi fossi piuttosto occupata, intrapresi questo percorso con gioia e interesse. Con stupore vedevo che a poco a poco i miei disturbi andavano migliorando e, aspetto ancora più gradito, mi trovavo ad avere una calma interiore che fino ad allora era stata poco vicina alle mie caratteristiche personali.

Da quel momento il Qigong entrò a far parte della mia vita diventando un modo di vivere, un sostegno quotidiano a livello fisico ed emozionale e un importante strumento di crescita interiore che tuttora mi accompagna.

2) Che cos’è il Qi?

Il Qi è una vibrazione sottile che permea e anima ogni cosa… è necessario farne esperienza, poiché ogni descrizione, per quanto accurata, sarà sempre poca cosa rispetto a quello che si avverte quando si lascia andare la mente razionale per lasciare spazio all’essenza. A tal proposito il Qigong risulta essere una via meravigliosa per accrescere la consapevolezza del Qi e sentirne il fluire nel corpo.

Potrebbe essere raccontato come quel lieve vibrare interno che si percepisce quando è primavera e si avverte il risveglio di tutta la natura, o quando si prova un’emozione intensa, o anche quando si guarda negli occhi un bimbo o si contempla il cielo… Il Qi è respiro. È coscienza. È forza. È spirito. È la vita stessa che fluisce e si manifesta in ogni essere vivente. È energia diffusa o condensata. Si esprime nel corpo e nelle sensazioni, e in tutto ciò che ha a che fare con le forme di vita di ogni genere. È vitalità. È natura. È amore.

Inoltre alcuni studi scientifici, quali la relatività di Einstein e la meccanica quantistica, si avvicinano ai principi delle antiche filosofie orientali, mostrando una bella convergenza nella ricerca delle verità essenziali. Mi riferisco ad esempio alle cosiddette interazioni fondamentali, quelle forze che permettono agli elettroni dell’atomo di orbitare attorno al nucleo e di tenere assieme i protoni al suo interno, e le più note forze elettromagnetica e gravitazionale, o anche la cosiddetta energia oscura degli spazi siderali, ovvero quella forza invisibile alla strumentazione tecnica che crea però effetti misurabili. In questo campo sembra che tutto riconduca al concetto di Qi, presente nelle forme materiali, compresi i minerali e gli oggetti inanimati, e in tutta la realtà manifesta, essa stessa espressione concentrata di questa energia onnipervasiva che circola ovunque e mette tutto in relazione.

Nel libro Il Tao della Fisica lo scienziato Fritijof Capra ci parla del campo, concetto noto anche nel Qigong, nel quale l’energia, rallentando le proprie vibrazioni, prende forma e, come in una danza, si manifesta a volte come particella di materia, a volte come onda elettromagnetica. Così ci racconta anche la filosofia cosmologica taoista: nel Tao coesistono Yin e Yang, due aspetti della medesima realtà, l’uno più denso e l’altro più sottile, che si trasformano continuamente l’uno nell’altro, in perenne alternarsi e rincorrersi, presenti in ogni aspetto dell’esistente, e comprendono in sé, senza giudizio, ciò che potrebbe impropriamente essere considerato “bene” o “male”. Così le forze della natura appaiono magnifiche e terribili allo stesso tempo, ma di fatto seguono semplicemente le leggi universali.

Nel caso in cui il Qi fluisca in modo disarmonico o ci siano impedimenti o blocchi al suo naturale e fluido esprimersi, allora apparirà come qualcosa di “negativo”, ma sarà semplicemente la manifestazione di un eccesso o di una mancanza energetica, nel corpo e in ogni espressione della natura.

A tal proposito, per una migliore salute si lavora con il Qigong per favorire il fluire del Qi nel corpo, mentre con il Feng Shui lo stesso lavoro è condotto per agevolarne i flussi all’interno della casa e del territorio.

3) Quale è stato il tuo primo Maestro/a, che cosa hai studiato con lui e quale è stato il suo insegnamento più grande?

Come ho già detto, il mio primo Maestro è stato il meraviglioso Wang Ting Jun nel 1991. All’epoca portava in Italia la tecnica Xing Shen Zhuang, conosciuta anche come Metodo per l’Integrazione di Mente e Corpo del più vasto sistema conosciuto come Zhineng Qigong.

L’insegnamento più grande del Maestro è stato per me quello di indurmi alla consapevolezza del corpo e di conseguenza di me stessa in generale, inducendomi in continuazione a riportare la mente al presente. Ancora risuonano in me le sue parole che con dolcezza accompagnavano l’attenzione ai movimenti e al respiro.

In effetti il pensiero quasi sempre cattura la mente e il corpo stesso, e li porta in spazi temporali diversi da quello in cui si vive. Superare questa dinamica mentale è la grande prova dell’essere umano e l’obbiettivo di tutte le discipline orientali e meditative, e il Maestro Wang con i suoi insegnamenti ha dato un grande contributo a tutti noi a tal proposito.

4) Per praticare il Qi Gong è necessaria la guida di un insegnate oppure si può essere autodidatti leggendo libri e seguendo video su Youtube?

Il Qigong è un’Arte pregna di energia, il Qi. Chi ha studiato e continua a praticare Qigong con un maestro o con altri praticanti, sa bene che la trasmissione energetica che è possibile in presenza, è molto ridotta quando si apprende attraverso un libro o un video. Inoltre è necessario che l’insegnante veda e senta l’allievo in tutta la sua complessità ed essenza, per avere modo di correggerlo e guidarlo in una pratica che abbia la giusta qualità e specificità, che sarà differente per ogni allievo. La comunicazione tra esseri viventi avviene attraverso tutti i sensi oltre che per mezzo della parola. La possibilità di apprendere soltanto la tecnica invece dell’Arte, con la mente continuamente in agguato, come sempre accade quando si acquisiscono nozioni prive del calore e della forza che caratterizzano la presenza, è un rischio molto grande per i praticanti inesperti.

Pertanto la guida di un insegnante, almeno inizialmente, è indispensabile per poter acquisire i fondamenti tecnici ed energetici di questa bellissima disciplina.

5) Ci sono dei pericoli nello studiare/praticare senza la guida di un insegnante, se si quali?

Il Qigong si fonda su dei principi indispensabili per una buona pratica, quali la corretta respirazione, la giusta postura, la consapevolezza, una sana intenzione… La guida di un insegnante garantisce all’allievo una verifica sul rispetto di questi principi, senza i quali, reiterando nel tempo una pratica poco corretta, potrebbero insorgere delle disarmonie. Ovviamente, nella pratica personale il praticante potrà riportare alla mente i diversi insegnamenti già ricevuti ed ottenere degli ottimi risultati. Anzi, a tal proposito, invito sempre i miei allievi ad eseguire quotidianamente gli esercizi a casa, dal momento che la pratica dà buoni risultati se il lavoro è portato avanti con impegno e costanza.

Alcune tecniche però, lavorando in modo specifico sui diversi aspetti energetici, potrebbero risultare inappropriate, poiché ognuno di noi manifesta una costituzione prevalente e a volte delle disarmonie particolari. In tal caso sono importanti le indicazioni di un insegnante che con la sua esperienza sappia individuare le criticità e consigliare la tecnica più adatta in quel momento.

Continua nel prossimo articolo…!

N.B. Le indicazioni contenute in questo articolo non si sostituiscono alla pratica medica alla quale è rimandata la salute e la cura della persona.

Daniela De Girolamo è un insegnate di Qi Gong, Taiji Quan, Meditazione e Medicina Cinese.

E’ Presidente dell’ A.S.D Meihua il vento sopra il lago che si occupa dell’insegnamento e della diffusione delle discipline orientali.

Scrittrice del libro “Pillole di Lunga Vita guida introduttiva al Qi Gong e al Taiji Quan”.

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profilo Instagram Daniela.DeGirolamo.Meihua

Nell’ultimo anno di vita abbiamo visto stravolgersi le nostre abitudini su tutti i piani, primo fra tutti quello relazionale e conviviale. L’attività motoria è stata penalizzata enormemente ma qualcosa di buono lo abbiamo imparato.

La campagna mediatica di terrore che è stata fatta in questi mesi, ha fatto si che ci rinchiudessimo in casa, passando dallo smart working, al divano in un attimo. Tutto va bene per proteggere la salute, ma la prima lezione che arriva dalla medicina cinese è che la salute deve essere coltivata, preservata.

Nel “Huangdi neijing” il libro interno dell’imperatore giallo pietra miliare della medicina classica cinese è scritto: “Attendere che il male si sia insediato per rimediarvi, che il disordine si sia insediato per occuparsene, è come attendere di avere sete per scavare un pozzo, attendere la battaglia per forgiare le armi.

Come possiamo comprendere da quello che viene scritto è che il primo intervento necessario al mantenimento del nostro benessere è la prevenzione, in modo di non farci cogliere impreparati all’occorrenza. Ma come si può costruire la salute?

La salute si costruisce e si mantiene attraverso la prevenzione continua, purtroppo di prevenzione e buone abitudini se ne parla sempre molto poco, soprattutto in un periodo dove ci sarebbe una grandissima necessità di divulgare dei semplici ma fondamentali precetti, anche se per il moderno stile di vita possono risultare difficili da seguire soprattutto all’inizio.

Puoi chiederti:

Sto dormendo bene, mi sveglio riposato/a?

Sto mangiando bene, il cibo che mangio è nutriente?

Sto respirando bene? e l’aria che respiro è buona?

Mantengo il mio corpo morbido e flessibile?

La mia mente è quieta?

Mi espongo quotidianamente alla luce del sole?

Le relazioni che ho instaurato sono nutrienti per me?

Queste domande possono essere un buon punto di partenza per riflettere sulle nostre modalità di vita, forse nelle nostre abitudini quotidiane qualcosa potrebbe essere modificato positivamente per farci stare meglio.

La medicina cinese ci offre delle possibilità pratiche e rispettose per mantenere i nostri ritmi vicini il più possibile a quelli naturali al fine di mantenere il normo stato. Un operatore di medicina cinese potrebbe accompagnarvi in percorso personalizzato attraverso la pratica del Qi Gong, dell’alimentazione energetica, con il tuina oppure con agopuntura e fitoterapia nel caso vi rivolgiate ad un medico.

Partire dal normo stato ci permette un più facile adattamento.

Quest’anno io per prima ho sperimentato delle modalità che non ritenevo possibile applicare in inverno, la pratica del Taiji Quan e del Qi gong all’aperto. Il primo giorno invernale, ho sentito freddo, ho capito però come vestirmi per le lezioni successive, ho comperato un paio di scarpe da ginnastica impermeabili e con la suola più isolante per non permettere al freddo di entrare dai piedi, e non mi sono più fatta trovare impreparata utilizzando un bel cappello di lana. Ho praticato con 4° senza neanche prendere un raffreddore!

In Cina da sempre ci si allena nei parchi pubblici in ogni periodo dell’anno, di mattina molto presto prima di iniziare le attività della giornata, nel nostro territorio purtroppo scarseggiano parchi pubblici attrezzati per l’attività motoria. Praticando all’aria aperta anche in inverno non solo nella bella stagione, il mio corpo si è temprato, la mia energia difensiva si è fortificata, ho avuto l’occasione per espormi alla luce solare anche in inverno. Attraverso il Qi Gong ho fatto un lavoro costante e mirato per il rafforzamento della Wei Qi (energia difensiva), questo come effetto secondario mi ha aiutato tantissimo in primavera con le allergie. Tutto il gruppo ha potuto sperimentare un miglioramento generale del proprio benessere. Il rapporto con la natura si è fatto più vicino, vivo, armonico, rispettoso dei tempi e dei modi.

La legge fondamentale del Taoismo è che tutto cambia, ogni cosa è destinata immutabilmente al cambiamento, e ciò che non si trasforma muore. Questa esperienza di limitazione sociale ha offerto una formidabile opportunità alla nostra trasformazione, è la nostra capacità di azione o di non azione nella vita che può fare la differenza.

E Tu, senti la necessita di cambiare e prenderti cura di te?